mercoledì 28 ottobre 2015

Recensione: Q contro Q di Peter David

"Perchè gli specchi erano molto di più di semplici riflessi della vanità di una persona. Erano, di fatto, porte di entrata a illimitate possibilità. Quando una persona si guardava in uno specchio non vedeva sempre se stessa come gli altri la vedevano. [...] Stava facendo capolino in altre dimensioni in cui le cose andavano meglio. Erano diverse. Più desiderabili"
riflessione di Trelane.




Oggi vi parlo di un libro un po’ strano, che pochi di voi conosceranno. Mi rendo conto che è un genere di nicchia, ma credo che ogni tanto anche i libri di nicchia abbiano il diritto ad una recensione, soprattutto se, come questo, la meritano.
Questo libro dall’enigmatico titolo è ambientato nell’universo di Star Trek, in particolare nella serie The next generation. E quelli tra voi che conoscono questa serie, forse ora hanno intuito di cosa parla.
Per chi non la conoscesse, la serie di Star Trek è stata ideata negli anni ’60 e da allora sono nate altre quattro serie, l’ultima terminata una decina di anni fa. Sono ambientate in un futuro che varia tra il XXII e il XXIV secolo, dove l’uomo riesce a viaggiare tra le stelle e conoscere nuove specie aliene.
Durante gli anni di massima diffusione, diversi scrittori si sono dedicati a questo universo, come Peter David, creando nuove e ancora più intricate storie.
Al centro di questo libro (in originale Q-Squares) c’è Q, un personaggio geniale e superbo, enigmatico ed egoista, appartenente alla specie dei Q, esseri onnipotenti. Poiché si chiamano tutti Q, specifico che questo è il primo Q che compare nella serie (nonché il più famoso), nella puntata Incontro a Farpoint della serie The next generation. Q viene accompagnato da Trelane, il suo figlioccio, che ha il dovere di educare e che l’equipaggio dell’Enterprise NCC-1701 aveva già incontrato nella serie Star Trek Original.
Il libro si apre con la presentazione di due universi paralleli: quello “normale” e uno molto simile ma con alcune piccole grandi differenze (come la presenza o assenza di alcuni personaggi e le relazioni tra di loro). In entrambi gli universi ma in momenti diversi compaiono Q e Trelane.
Ben presto l’irascibile e capriccioso Trelane, appassionato di viaggi temporali, si appropria del Cuore della Tempesta, il centro nevralgico dell’universo, e sovrappone i due universi in un’unica nave per suo divertimento. A questi aggiunge anche l’universo della puntata Enterprise del passato, dove la federazione sta perdendo la guerra contro i klingon che negli altri due universi era stata sventata. Il caos regna nell’unica nave con a bordo tre equipaggi simili ma intimamente diversi, che faticano a riconoscersi tra di loro e rischiano di uccidersi. Infatti ogni personaggio si trova a che fare con amici o parenti che non sono come dovrebbero, e i fraintendimenti sono innumerevoli. Durante il rischio del collasso dell'intero universo per il troppo potere acquisito da Trelane, approfondisce così le emozioni di molti personaggi di tutti e tre gli universi.
L’autore è molto abile a gestire il caos, padroneggia a pieno i numerosi filoni narrativi portando il lettore alla confusione ma mantenendo il pieno controllo, uno stile quasi di Ariostesca memoria. E più di una volta mi sono dovuta fermare per cercare di capire quello che era appena successo.
È un grande marchio di qualità, per i racconti sui viaggi nel tempo, che il lettore non capisca a pieno la storia senza rifletterci, e David fa pienamente parte di questa tradizione.
I personaggi sono descritti come solo un appassionato sa fare. E da appassionata dico che mi sembrava di vedere le espressioni dei singoli personaggi e mai si discostavano dalle personalità della serie.
I dialoghi con Q sono brillanti e stucchevoli, e il particolare carattere di questo personaggio, che tanto amo, non viene sminuito sulla carta stampata.
La storia è appassionante e come dice l’autore nell’introduzione “in questo romanzo avvengono un mucchio di cose”, che ti tengono incollato alle pagine fino alla fine.
Oltre a rispettare i personaggi, rispetta anche le norme generali della serie, se non per una cosa: Trelane è figlio di due Q. Il primo figlio della specie dei Q è Q junior, che nasce nella serie Star Trek Voyager nella puntata Questioni di Q-ore, perciò non è possibile che ci sia già ai tempi di Trelane la tradizione di affidare ad un padrino i giovani Q, come invece viene detto in questo libro.
A difesa dell’autore ci tengo a dire che è un errore giustificabile, perché questo aspetto della vita dei Q viene detto solo in alcune puntate della serie Voyager, ma volevo precisarlo.
Giunta a questo punto credo che molti tra voi che non conoscono la serie abbiano smesso di leggere questa recensione molte righe fa, ma se siete arrivati fin qui vi ringrazio per la fiducia che avete riposto in me.
E ora divido il mio consiglio di lettura in due parti:
-per i non appassionati di Star Trek potrebbe essere difficile capire alcune cose di questo libro, perché ruoli e legami tra personaggi, su cui basano molte differenze tra gli universi paralleli, sono dati per noti al lettore e poco descritti. Prima di leggerlo, quindi, sarebbe utile vedere qualche puntata della serie The next generation, ma se l’avete sempre evitata con cura, anche questo libro potrebbe non piacervi (ma magari vi avvicina al mondo della fantascienza, non si sa mai…);
-agli appassionati consiglio molto Q contro Q.
Al prossimo libro, e se avete qualche commento o domanda da fare mi fa molto piacere rispondervi, in particolare sono curiosa di sapere se tra voi c’è qualche amante di questo genere.
Fabi

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