mercoledì 13 settembre 2017

Torta di mele e yogurt








Oggi ospiti in cucina...ecco a voi Stefania e la sua splendida torta di mele

Lascio la parola a lei:


Io adoro le torte di mele, sono un vero e proprio comfort food. Forse un po' scontate, forse troppo semplice, forse un po' stile nonna Papera ma non c'è niente da fare...In queste prime giornate un po' più fresche senza afa e caldo asfissiante, in cui accendere il forno è un vero piacere e non una tortura, trovo che una bella torta da credenza sia l'ideale. Una tazza di un buon tè e una fetta, meglio due, di torta sono un'ottima merenda o colazione!
Questa è la 1235ª versione che provo e tutte le volte rimango soddisfatta! Non riesce proprio a stufarmi!
Quindi forza provatela anche voi e fateci sapere!
Stefania



INGREDIENTI

1 mela tagliata a fettine sottili e irrorata di succo di limone
90 gr di olio di mais
180 gr zucchero di canna
270 gr di farina 0
2 uova
1 vasetto di yogurt bianco 
1/2 bustina di lievito
Buccia di limone grattugiata
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Pizzico di cannella (a piacere, si puó anche omettere per chi non la gradisse)
Zucchero a velo


PROCEDIMENTO

Riscaldare il forno a 180° 
In una ciotola montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, la vaniglia e la scorza di limone fino a che il composto diventa chiaro e gonfio.
Aggiungere lo yogurt e piano piano alternare la farina con il lievito setacciati e l'olio. Imburrare e infarinare la teglia e versare il composto. Disporre le mele a proprio piacimento.
Infornare per 35 minuti e prima di sfornare fare la prova dello stecchino per accertarsi della completa cottura. 
Una volta intiepidita spolverare un po' di zucchero a velo.  

mercoledì 30 agosto 2017

PLUMCAKE RICOTTA E CACAO (soffice e delicato)



Le acque stagnanti non fanno bene a nessuno, bisogna muovere le acque.


Bisogna partire, cambiare, vedere, bisogna avere paura, ma avere voglia di affrontarla.
Bisogna imparare a svegliarsi senza sentire un peso sul cuore, prendere in mano la propria vita.
Accettare il buono delle cose.

Avevo pensato di lasciare il blog perchè non riuscivo a dargli un senso, a capire se lo volevo fare e perchè lo volessi fare, ma la cosa più assurda di tutte e che speravo che la soluzione a tutti i miei problemi arrivasse dall'esterno e non che ci dovessi lavorare io per risolvere la cosa.

La situazione ad oggi è che il senso di malessere che ho non lo posso sopire per sempre, ma lo devo affrontare e devo definire quando e come affrontarlo.

Durante le vacanze, a cui dedicherò a breve un post, ho deciso che farò una lista delle mie priorità di cosa voglio fare e di come lo voglio fare per ritrovare la serenità, perchè sappiate che il male che avete dentro si ripercuote sulla vostra salute e non è un modo di dire; mai come negli ultimi periodi ho problemi di salute che mi affliggono uno dopo l'altro.

Ho ritrovato la voglia di cucinare, ed il dolce di oggi nella sua semplicità vuol dire nè più nè meno che la bontà si troverà sempre nelle piccole cose.

INGREDIENTI

100 gr. farina 00
80 gr. farina di farro integrale
30 gr. cacao amaro
100 gr. zucchero semolato
80 gr. zucchero di canna
250 gr. di ricotta vaccina
2 uova
40 ml di latte
40 ml. olio di semi di girasole (o altro olio delicato)
50 gr. cioccolato fondente tritato
1 bustina di lievito per dolci


PROCEDIMENTO

Accendere il forno a 180 gradi.
A coltello, o in un piccolo mixer tritate il cioccolato e mettetelo da parte.
A parte in un ciotola grande setacciate insieme gli ingredienti secchi: cacao, farina 00, farina di farro integrale e lievito per dolci e tenete da parte.
In una ciotola capiente montate le uova con lo zucchero fino a che il composto non sarà gonfio e spumoso, per fare prima usate un frullino elettrico.
Aggiungere la ricotta e continuare a mescolare a bassa velocità con il frullino elettrico fino a quando la ricotta non sarà ben incorporata nell'impasto ed a questo punto aggiungere il latte e l'olio.
Versare a più riprese gli ingredienti secchi ed amalgamarli al composto.
In una teglia rettangolare, quella adatta da plum cake, foderata di carta forno versare l'impasto e quando il forno è in temperatura infornare per 45-50 minuti.
Per verificare la cottura vale la prova stecchino.
Adatto alla colazione o ad una golosa merenda.

Lo spazio sotto è per i vostri commenti.

martedì 25 luglio 2017

STECCHE DI PANE ALL’OLIO D’OLIVA E CON POMODORINI



Ho riacceso il forno, perché quando impasto trovo davvero il mio equilibrio con il mondo e provo ad essere felice.
E’ un periodo di profonda tristezza e fatica, ho pensato più volte di abbandonare il blog; ma in questi anni gli ho dedicato tempo e vi ho risposto speranze.
Ho scritto, commentato, pensato, è un compagno e un posto dove posso esprimere e raccontare, sperimentare e far conoscere.
Quindi sebbene con grande fatica, per il momento nel limite del possibile continuo a dedicarmici.

Ma bando alla tristezza ed ai pensieri negativi, ecco a voi la ricetta di oggi.

Viene da qui, io l’ho solo modificata leggermente, quindi per l’originale consultate il sito, per la mia versione leggete di seguito



Ingredienti per 4 stecche:


100 gr. farina di semola rimacinata
200 gr. farina 0
100 gr. farina di manitoba
350 gr. acqua tiepida
4 gr. di sale
1 cucchiaino di zucchero di canna
8 gr. di lievito di birra
olio q.b.
sale grosso qb.
pomodorini Pachino per decorare

PROCEDIMENTO


In una ciotola capiente versare l’acqua  e scegliervi il lievito insieme allo zucchero.
A questo punto aggiungere le farine e sopra le farine mettere il sale fino (fate attenzione che il sale non venga in contatto diretto con il lievito)
Mescolate con un cucchiaio di legno; si otterrà un impasto molto appiccicoso e ruvido.
Non vi preoccupate, è giusto così.
Coprire la ciotola con una pellicola trasparente e fate lievitare per circa due ore in un luogo tiepido ed al riparo dalla corrente.
Passato il tempo, l’impasto sarà raddoppiato ed è pronto per la successiva fase di lavorazione.
Sul piano di lavoro stendete della pellicola (abbastanza ampia da contenere l’imposto rovesciato) e ungetela con dell’olio evo e rovesciare l’impasto.
Fate le “3 pieghe” al fine di ottenere un rettangolo e poi rifarle nuovamente, per un totale di due volte.
Cospargete con olio evo e sale grosso.
Coprite di nuovo con della pellicola e fate lievitare per circa un’oretta.
Poco prima della scadenza dell’ora accendete il forno a 230 gradi.
Passato il tempo con molta calma tagliate l’impasto in 4 pezzi sul lato lungo, in modo da ottenere quattro “filoncini” e poi delicatamente disporli su una teglia foderata di carta forno.
Io ho tagliato e separato i filoncini sula pellicola unta e poi rovesciati delicatamente tuti insieme sulla carta forno e le ho riseparate di nuovo.
Spennellare con filo d’olio la superficie e su due delle 4 stecche ho messo i pomodorini pachino tagliati a metà spingendoli bene nell’impasto affinché non scappassero in cottura.
Infornare in forno caldo ed abbassare a 200 gradi (il mio forno tende a bruciare, valutate la cottura con il vostro) e cuocete per circa 15 minuti o fino a quando non saranno belli dorati.
Lasciar raffreddare e buon appetito!

lunedì 10 luglio 2017

e voi l'avete una frase che vi fa riflettere?

Qual’è la frase preferita dei vari libri che avete letto o dei film che avete visto?
La frase che siete sicuri che vi abbia segnato, non una citazione, ma una frase di un libro.
Una frase che solo chi ha letto il libro può capire, non una citazione, quelle che invadono Facebook e gli altri social, ma qualcosa che quando vi torna in mente, diventa la chiave per pensieri e riflessioni.

La mia frase è quella che vedete nell’immagine allegata, e per chi non fosse appassionato proviene da Harry Potter.
Fa parte del dialogo fra Silente e Piton, il dialogo fra il primo il mago buono per eccellenza ed il secondo il mago giudicato cattivo per quasi tutta la saga.
Il secondo con questa frase rivela che ha amato una sola donna, tutta la vita e la ama ancora oggi.
“dopo tutti questi anni? “ “sempre”.
Ma basta l’amore ad essere felici?
No…l’ha amata da quando era bambino, ma lui è l’uomo che la condanna a morte, l’uomo che lascia orfano suo figlio eppure l’ama, l’ha sempre amata e dopo tutti gli anni che passano sceglie quella conversazione per dire “sempre”.
Sempre l’ha amata e continuerà ad amarla, sempre porterà il peso delle scelte sbagliate che ha fatto.

Ho sempre pensato che il vero amore, fosse il balsamo della vita, ora penso che il vero amore non sia per tutti, ma per pochi.
Magari hai la fortuna di incontrarlo, ma non al momento giusto e quindi non lo puoi vivere e finisce per intossicarti la vita.
Il vero amore può anche non darti la vera gioia, ma dolore, distacco e tristezza.
Può distruggerti la vita o puoi distruggertela da sola.
Puoi pensare di agire bene, ma alla fine avrà le sue spine e le sue ferite e le cicatrici che ti porta, con quelle dovrai imparare a conviverci.

Penso che la vera conquista, sia la libertà di vivere un amore senza catene, senza costrizioni.
Ma esiste?
O ci è dato per un tempo e poi anch’esso volente o nolente si incastra nelle pieghe del quotidiano fino a perdere la sua scintilla.

domenica 18 giugno 2017

CONSIGLI PER LA LETTURA: Che idea! Le invenzioni che hanno cambiato il mondo

CONSIGLI PER LA LETTURA:
Che idea! Le invenzioni che hanno cambiato il mondo
Christian Hill-autore / G. Ferratio-illustratore


Oggi nella sezione letture consigliate un libro per bambini.
Non ho mai consigliato un libro per bambini, ma quello che vi consiglio oggi è bellissimo.
Compratelo e leggetelo con i vostri bimbi la sera.
Perchè leggerlo?
E’ un libro magico, ma non parla di draghi e cavalieri, non parla di mondi lontani o fantastici.
Parla di fatti reali, ma raccontati in maniera fantastica.
Le invenzioni.
Il libro è formato da diversi capitoli e ciascun capitolo corrisponde al racconto di una delle invenzioni che hanno caratterizzato la nostra storia.
Racconti scritti in forma molto semplice per far conoscere ai bambini le invenzioni e le scoperte meravigliose con cui quotidianamente entriamo in contatto, ma di cui non conosciamo forse la storia.

E così assistiamo a come i bambini si stupiscano a pensare che tanto tempo fa non ci fosse l’automobile, che il treno non esiste da “sempre sempre” e le matite hanno un retroscena politico “molto particolare”.

Ma non è solo un libro per bambini, anche noi adulti scopriamo cose che magari non sapevamo o rinfreschiamo cose che non ci ricordavamo più e cosa chiedere di più ad un libro che oltre a creare affiatamento fra adulti e bambini, arricchisca entrambi in misura diversa, ma pur sempre di arricchimento trattasi.

E poi parliamo di quanto è bella la copertina, quella lampadina gigante che simboleggia la “grande idea” che non può che catturarci subito, e poi apriamo il libro e la grafica per ciascun titolo e quindi ciascuna invenzione è studiata benissimo.
Ammetto che mi sono persa di più ad ammirare i disegni che a leggere la storia a volte, ma perché sono fatti davvero particolareggiati e perché era da anni che non avevo più fra le mani un libro illustrato senza fate, cavalieri e draghi.

Spero di avervi trasmesso almeno la curiosità di sapere qualcosa di più su questo libro che noi leggiamo e rileggiamo sovente e che credo debba far parte di qualunque biblioteca per bambini.

Buona lettura!

Lo spazio sotto come sempre è per i vostri commenti

lunedì 29 maggio 2017

Biscotti ai fiocchi d avena



Eccoci, con queste belle giornate di sole confinati in casa causa varicella e quindi cosa facciamo?
Cuciniamo cose semplici e carine per aggiornare il blog ed inoltre aggiorniamo Instagram con scatti interessanti, se mi cercate su Instagram ci sono come @bloomsimona e se volete seguirmi non posso che essere felice.

Ma torniamo al mood del weekend che è stato #costrettiacasa, e postiamo la ricetta che ho fatto sabato.

Dei biscotti veloci e molto buoni, la ricetta viene da qui

Io l’ho seguita quasi alla lettera tranne che per qualche piccola differenza

INGREDIENTI (a me sono venuti circa 15 biscotti abbastanza grandi)

120g di fiocchi d’ avena
60g di burro ammorbidito
30g di mandorle finemente tritate
1 uovo
40 gr di zucchero di canna
30 gr di zucchero semolato
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 punta di cucchiaio di cannella (aggiungetene di più o omettetela a seconda dei vostri gusti)


PREPARAZIONE
In una ciotola mettere tutti gli ingredienti ed amalgamare fino ad ottenere un composto omogeneo e fare tante palline grandi un pochino più di una noce fino a terminare l’impasto.

Su una teglia rivestita di carta forno disporre le palline ed infornare in forno già caldo a 180 gradi per circa 15 minuti o fino a quando non saranno dorati.
Appena sfornati sono fragilissimi, quindi toglierli dalla teglia quando saranno ben freddi

ACCORGIMENTI
se è una giornata caldissima come quando li ho fatti io, il mio consiglio è di fargli fare un passaggio di venti minuti in frigo così il burro rassoda e tiene meglio in cottura.

mercoledì 17 maggio 2017

TREDICI la serie televisiva ed il libro che sto terminando di leggere




La serie come chiunque passi da Internet, Facebook o qualunque social è stato l’evento degli ultimi tempi di Netflix, tanto da portare gli sceneggiatori a farne una seconda stagione.

Il detto “batti il ferro finché è caldo” in questo caso calza perfettamente a pennello, e quindi anche senza un secondo libro e con la storia chiusa e definita già con la prima stagione se ne farà una seconda.
Questo post non vuole entrare nel merito dei meccanismi che regolino la “macchina da soldi” che è lo show business”, ma una riflessione su quello che la visione di questa serie mi ha lasciato.

E’ una serie che affronta un mondo delicato come quello dell’adolescenza e soprattutto l’adolescenza al giorno d’oggi con una sovraesposizione mediatica data dall’uso/abuso dei social network.

E’ una denuncia contro il bullismo, certo io non sono uno psicologo o un sociologo, ma credo che il bullismo sia sempre esistito, e probabilmente mai smetterà di esserci.
Ma allora perché oggi se ne parla cosi tanto?
Quando andavo a scuola io, il bullo era quello della classe, quello del terzo anno, quello del cortile, del palazzo e della piazza.
oggi il bullo chi è?
Ha un volto o utilizza la rete per nascondersi meglio e non esporsi?
Quasi sempre la seconda.
Internet è un grande mezzo, ha rivoluzionato il nostro modo di interagire e vedere il mondo e come tutte le cose se usato bene ci apporta dei vantaggi nella vita quotidiana, ma un uso smodato o improprio, un uso atto a ferire, insultare gli altri può portare a quello che questa serie mostra.
Credo che la serie voglia denunciare questo, voglia denunciare la facilità con cui i giudizi emessi possano “macchiare” una persona di colpe, atteggiamenti o comportamenti che non gli appartengono, ma che gli vengono affibbiati.
La facilità con cui esprimiamo i nostri commenti, nascosti dietro uno schermo, il modo in cui una foto può essere travisata e interpretata sempre nel peggiore dei modi.
La calunnia, il sospetto, la superficialità di giudizio e anche il modo in cui la verità non è sempre quella che si crede o quella che gli altri vedono.

Per concludere, questo mio scritto non voleva essere né un racconto della serie, è un attimo scivolare nello spoiler e né una lezione sociologica, ma semplicemente una riflessione su quello che la visione di questa serie mi ha lasciato.

Nel mentre sto ultimando il libro, qualcuno di voi l’ha letto? 

Lo spazio sotto è per i vostri commenti

Torta di mele e yogurt

Oggi ospiti in cucina...ecco a voi Stefania e la sua splendida torta di mele Lascio la parola a lei: Io adoro le...