mercoledì 25 novembre 2015

CINNAMON ROLLS

Sono giorni confusi, di mille impegni a lavoro e di nebbie intorno a noi tanto fitte da sentirsi in una scatola.
E l'umore? ne risente eccome se ne risente; se ascoltassi l'istinto me ne starei tranquilla tranquilla chiusa a casa sotto una coperta calda a guardare le repliche di "Una mamma per Amica".

Si è sempre stata la mia serie preferita, credo di sapere intere scene a memoria ed i dialoghi super battuta/risposta hanno in parte formato il mio modo "impertinente" di parlare ed il mio essere sempre così "crudelmente" con la battuta pronta.
Tifavo per Lorelai, ma desideravo tanto essere la Rory universitaria che fa capitolare il più restio ai rapporti seri al fidanzamento ed all'anello, che lei rifiuta.
E brava la mia ragazza che resta tutta d'un pezzo e che vuole realizzarsi da sola.
E poi il paese in cui vivevano quanto era carino, così folcloristico.
Io mi sarei adattato benissimo, in fondo credo di essere nata per vivere nei paesi di campagna dove succedono cose strane e si aggirano personaggi tragicomici.

Ma ci tocca tornare alla dura e seria realtà, non è Stars Hollow, purtroppo la nebbia non se ne va e quella sensazione di essere nella scatola continua ad appensantirci l'animo.

Se proprio come me non avete voglia nel week-end di mettere il naso fuori casa, io vi consiglio di impastare.

Questi dolcetti sono buonissimi, ed il profumo di cannella mentre cuoceranno in forno riempirà la case di felicità e poi cosa più della cannella è adatto in questo periodo che precede il Natale

La ricetta viene dal sito di una ragazza splendida che si chiama Marzia e che ha un blog troppo bello che vi consiglio di visitare, vi metto qui il link kanelbullar ovvero le brioche dell'ikea

KANELLBULLAR
(o CINNAMON ROLLS o briochine alla cannella)
Ingredienti per circa 20-22 briochine

Per la brioche
250 g di farina 0
300g di farina Manitoba
250 ml di latte a temperatura ambiente
1 uovo
50 g di burro morbido
80 g di zucchero di canna
12 g di lievito di birra fresco
1 cucchiaio di miele


Per il ripieno
50 g di burro morbido
80 g di zucchero di canna
due cucchiaini colmi di cannella in polvere

In una planetaria versare le due farine, il latte appena intiepidito, il lievito sbriciolato, il cucchiaino di miele , lo zucchero ed iniziare ad impastare.
Dopo qualche attimo aggiungere l'uovo e quando si sarò incorporato il burro precedentemente ammorbidito.
Quando tutto l'impasto sarà bello incordato, toglierlo dalla planetaria e metterlo a lievitare in una ciotola ben coperto fino a quando non avrà raddoppiato il volume.

Quando l'impasto sarà ben lievitato stenderlo su una spianatoia ben infarinata lasciandolo spesso circa 5 millimetri e poi tagliarlo in due per il lato lungo in modo da avere due metà.

In una ciotola a parte lavorare il burro con lo zucchero e la cannella fino ad avere una crema morbida che si dovrà spalmare sull'impasto.

Arrotolare per il lato lungo fino ad ottenere un rotolo che andrà poi tagliato in brioche da 4-5 cm.
Prendere ciascuna brioche e messo a lievitare su una placca ricoperta di carta forno in modo che la parte della spirale sia rivolta verso l'alto per altri 20-30 minuti.

Cuocere in forno ventilato precedentemente portato a 180 gradi per 15 minuti o fino a quando non saranno ben dorate.

giovedì 12 novembre 2015

Cioccolata calda con latte di riso

Non sono sparita dal blog, ma un po' persa fra le tiepide giornate d'autunno, i mille impegni di lavoro e la sensazione che fra poco arriverà Natale.

Non ho molto tempo da dedicare al blog, ma una ricetta semplice e veloce ve la lascio.

CIOCCOLATA CALDA CON LATTE DI RISO (1 persona)

180 ml di latte di riso
2 cucchiai di cacao amaro di buona qualità
4 quadretti di cioccolata fondente di buona qualità
2 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiaini di amido di mais

Per evitare che la cioccolata si bruci io la faccio a bagnomaria.
In un pentolino o una boule a bagnomaria versare il latte di riso, il cacao, la cioccolata fondente e lo zucchero di canna e scaldare.
Quando è quasi giunto a bollore, versare l'amido di mais (trucchetto: per evitare che faccia i grumi, sciogliere l'amido in pochissima acqua) e mescolare finchè il contenuto non si addensi.

Gustare nella tazza che più amate e con uno dei libri di Fabiana recensiti in questo blog.

mercoledì 28 ottobre 2015

Recensione: Q contro Q di Peter David

"Perchè gli specchi erano molto di più di semplici riflessi della vanità di una persona. Erano, di fatto, porte di entrata a illimitate possibilità. Quando una persona si guardava in uno specchio non vedeva sempre se stessa come gli altri la vedevano. [...] Stava facendo capolino in altre dimensioni in cui le cose andavano meglio. Erano diverse. Più desiderabili"
riflessione di Trelane.




Oggi vi parlo di un libro un po’ strano, che pochi di voi conosceranno. Mi rendo conto che è un genere di nicchia, ma credo che ogni tanto anche i libri di nicchia abbiano il diritto ad una recensione, soprattutto se, come questo, la meritano.
Questo libro dall’enigmatico titolo è ambientato nell’universo di Star Trek, in particolare nella serie The next generation. E quelli tra voi che conoscono questa serie, forse ora hanno intuito di cosa parla.
Per chi non la conoscesse, la serie di Star Trek è stata ideata negli anni ’60 e da allora sono nate altre quattro serie, l’ultima terminata una decina di anni fa. Sono ambientate in un futuro che varia tra il XXII e il XXIV secolo, dove l’uomo riesce a viaggiare tra le stelle e conoscere nuove specie aliene.
Durante gli anni di massima diffusione, diversi scrittori si sono dedicati a questo universo, come Peter David, creando nuove e ancora più intricate storie.
Al centro di questo libro (in originale Q-Squares) c’è Q, un personaggio geniale e superbo, enigmatico ed egoista, appartenente alla specie dei Q, esseri onnipotenti. Poiché si chiamano tutti Q, specifico che questo è il primo Q che compare nella serie (nonché il più famoso), nella puntata Incontro a Farpoint della serie The next generation. Q viene accompagnato da Trelane, il suo figlioccio, che ha il dovere di educare e che l’equipaggio dell’Enterprise NCC-1701 aveva già incontrato nella serie Star Trek Original.
Il libro si apre con la presentazione di due universi paralleli: quello “normale” e uno molto simile ma con alcune piccole grandi differenze (come la presenza o assenza di alcuni personaggi e le relazioni tra di loro). In entrambi gli universi ma in momenti diversi compaiono Q e Trelane.
Ben presto l’irascibile e capriccioso Trelane, appassionato di viaggi temporali, si appropria del Cuore della Tempesta, il centro nevralgico dell’universo, e sovrappone i due universi in un’unica nave per suo divertimento. A questi aggiunge anche l’universo della puntata Enterprise del passato, dove la federazione sta perdendo la guerra contro i klingon che negli altri due universi era stata sventata. Il caos regna nell’unica nave con a bordo tre equipaggi simili ma intimamente diversi, che faticano a riconoscersi tra di loro e rischiano di uccidersi. Infatti ogni personaggio si trova a che fare con amici o parenti che non sono come dovrebbero, e i fraintendimenti sono innumerevoli. Durante il rischio del collasso dell'intero universo per il troppo potere acquisito da Trelane, approfondisce così le emozioni di molti personaggi di tutti e tre gli universi.
L’autore è molto abile a gestire il caos, padroneggia a pieno i numerosi filoni narrativi portando il lettore alla confusione ma mantenendo il pieno controllo, uno stile quasi di Ariostesca memoria. E più di una volta mi sono dovuta fermare per cercare di capire quello che era appena successo.
È un grande marchio di qualità, per i racconti sui viaggi nel tempo, che il lettore non capisca a pieno la storia senza rifletterci, e David fa pienamente parte di questa tradizione.
I personaggi sono descritti come solo un appassionato sa fare. E da appassionata dico che mi sembrava di vedere le espressioni dei singoli personaggi e mai si discostavano dalle personalità della serie.
I dialoghi con Q sono brillanti e stucchevoli, e il particolare carattere di questo personaggio, che tanto amo, non viene sminuito sulla carta stampata.
La storia è appassionante e come dice l’autore nell’introduzione “in questo romanzo avvengono un mucchio di cose”, che ti tengono incollato alle pagine fino alla fine.
Oltre a rispettare i personaggi, rispetta anche le norme generali della serie, se non per una cosa: Trelane è figlio di due Q. Il primo figlio della specie dei Q è Q junior, che nasce nella serie Star Trek Voyager nella puntata Questioni di Q-ore, perciò non è possibile che ci sia già ai tempi di Trelane la tradizione di affidare ad un padrino i giovani Q, come invece viene detto in questo libro.
A difesa dell’autore ci tengo a dire che è un errore giustificabile, perché questo aspetto della vita dei Q viene detto solo in alcune puntate della serie Voyager, ma volevo precisarlo.
Giunta a questo punto credo che molti tra voi che non conoscono la serie abbiano smesso di leggere questa recensione molte righe fa, ma se siete arrivati fin qui vi ringrazio per la fiducia che avete riposto in me.
E ora divido il mio consiglio di lettura in due parti:
-per i non appassionati di Star Trek potrebbe essere difficile capire alcune cose di questo libro, perché ruoli e legami tra personaggi, su cui basano molte differenze tra gli universi paralleli, sono dati per noti al lettore e poco descritti. Prima di leggerlo, quindi, sarebbe utile vedere qualche puntata della serie The next generation, ma se l’avete sempre evitata con cura, anche questo libro potrebbe non piacervi (ma magari vi avvicina al mondo della fantascienza, non si sa mai…);
-agli appassionati consiglio molto Q contro Q.
Al prossimo libro, e se avete qualche commento o domanda da fare mi fa molto piacere rispondervi, in particolare sono curiosa di sapere se tra voi c’è qualche amante di questo genere.
Fabi

giovedì 1 ottobre 2015

AUTUNNO #1: TORTA AL CIOCCOLATO CON PANNA MONTATA NELL'IMPASTO












"Mamma, voglio una torta al cioccolato per colazione, ma la voglio fare io e la voglia bella sofficina sofficina come piace a me"
"Certo, passerotto, ora mamma si attiva"
"Ah mamma, deve chiamarsi Torta di Miles, come Miles da futuro"

E detto questo se n'è andato lasciandomi con il compito di cercare una torta con queste caratteristiche, che io ho battezzato "Torta di Miles"

Naturalmente è una classica torta al cioccolato, molto sofficina e sopratutto molto divertente da preparare, si monta la panna e quelle eleganti onde non possono che allietare qualsiasi bambino, ma secondo me chiamarla "Torta di Miles" ha fatto sì che in cucina mentre ci avvicendavamo a prepararla la gioia era tanta.
Rispetto al Miles del cartone, questa torta non è stata fatta dentro una navicella spaziale, con dispositivo antigravità, e sopratutto mentre la torta si cuoceva in forno avrei davvero voluto qualcuno come Merc che mi aiutasse a pulire il disastro lasciato dopo la preparazione, ma questa è un'altra storia.

La cosa bella dell'autunno, è che le serate fredde ti fanno davvero venire voglia di accendere il forno, di prepararti una tisana e mangiare una fetta di questa torta.
Per i più audaci, alla torta si può anche abbinare una cioccolata calda, ma solo per i veri "chocolate addicted".

La ricetta viene da QUI http://www.arabafeliceincucina.com/2013/03/torta-con-la-panna-montata-dentro-senza.html , ma con qualche modifica, perché la superorganizzata food blogger non poteva certo disporre di tutti gli ingredienti e quindi s'
é dovuta arrangiare con quello che aveva in cucina, e soprattutto con il cacao, perché la torta di Miles è cioccolatosa.
Nel blog viene chiamata WHIPPED CREAM CAKE e la ricetta viene da Martha Stewart, io l'ho modificata un po' quindi la versione white sul link sopra, mentre la versione CHOCOLATE correte a leggere sotto.

                                                        Ingredienti

230 g di farina+ 40 gr di cacao amaro
375 ml di panna fresca da montare
190 g di zucchero di canna
2 uova grandi
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Montare la panna fredda da frigo finchè sarà ben soda.
Con le fruste al minimo unire un uovo alla volta e montare fino a quando l'uovo non sarà ben amalgamato, ci va pochissimo quindi non proseguire oltre.
A parte mescolare farina con il cacao precedentemente setacciati,  zucchero, lievito ed il pizzico di sale.
Unire poco alla volta al composto di panna, mescolando piano con una spatola dal basso verso l'alto.
Una volta che il tutto è amalgamato  versare in uno stampo a ciambella.
Cuocere in forno preriscaldato a 185 gradi per circa 25- 30 minuti, vale sempre la prova dello stecchino.

Accendere il forno a 185 gradi.

lunedì 21 settembre 2015

Frittata al pesto cotta in forno

Avete in mente quelle sere quando arrivate a casa e vi accorgete che quello che pensavate di avere in frigo in verità non l'avete, che avete pochissimo tempo per fare tutto e soprattutto che non avete idea di cosa fare.
Beh…anche alle aspiranti foodblogger queste cose capitano.
Io non sono una foodblogger full time, ma neanche part time, sono una sorta di foodblogger una tantum.
Quando finisco gli impegni lavorativi, gioco con il topo di casa e discuto del perché lo skate che vola con il sistema a propulsione di "Miles dal Futuro" Amazon non lo venderà né ora e né a Natale perché non è ancora stato creato, dopo aver steso le lavatrici, pulito case etc…allora ho un attimo per ritagliare tempo per fare delle ricette per me interessanti, ma che puntualmente non sono le più cliccate del blog.
Ma siccome il tempo è poco, ricette come quella di oggi o alcune super veloci con le foto di discutibile qualità, sono il tentativo disperato di tenere aggiornato il blog e di dimostrare a me stessa che "YES, I CAN".
Si riesco ad aggiornare il blog, nonostante tutte le cose che ho in ballo, perché volere è potere, e anche se il mio blog non può vantare le foto super fighe di altri blog e se le mie ricette non sono superchic stile masterchef, riesco a dedicare a questo spazio un pochino di tempo.

E, comunque, non sono l'unica in questo situazione di ricette super veloci, perché le ricette più cliccate sono quelle da pochi minuti di preparazione e poi te le dimentichi in forno.


INGREDIENTI

2 uova
1/2 bicchiere di latte
2 cucchiai di pan grattato
2 cucchiai di pesto
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 mozzarella
fette di pomodoro q.b.
1 pizzico di sale

Accendete il forno a 170 gradi.
In una ciotola sbattere le uova, aggiungere il pizzico di sale, il pesto il latte, il pangrattato, il parmigiano e amalgamare il tutto con cura.
Versare il composto in una teglia precedentemente ricoperta da carta forno.
Adagiare le fette di mozzarella a raggiera nella taglia e su ognuna di esse mettere una o due fettine di pomodoro fresco.
Informare per 20 minuti o fino a quando non sarà cotta.

Buon appetito e nello spazio sotto lasciate pure i vostri commenti.

martedì 15 settembre 2015

Estate 2015: #3 composta di pesche aromatizzata alla vaniglia

I buoni propositi sono tanti, aggiornare il blog con più costanza, farlo crescere e trasformarlo in qualcosa di sempre più bello, ma spesso quello che voglio non coincide con quello che riesco a fare ed è questa la mia più sfida più grande.

Imparare che spesso non si riesce a fare tutto è il mio più grande limite.
Prendo sempre più impegni di quelli che riesco a mantenere e faccio sempre l'equilibrista fra quello che vorrei, quello che dovrei, quello che non ho fatto, quello che farò e quello che faccio.
Risultato? Sono contenta di quello che riesco a fare, ma triste per quello che vorrei fare ed invece non ho fatto. E sebbene essere sempre "un po' in bilico" mi piace e credo di cavarmela piuttosto bene, ci sono giornate in cui sono stanca e in cui tutto richiede un grande dose di energia.

Dite che è colpa dell'autunno che sta arrivando?
Non so, ma sicuramente sento il bisogno di ritmi più lenti, di tisane la sera e di morbidi plaid sul divano sotto cui accoccolarsi, ma siccome siamo ancora in estate e mancano ancora un po' di giorni alla sua fine, la ricetta di oggi è a a metà, da un lato salutiamo l'estate e dall'altro diamo il benvenuto all'autunno.
E' ancora estiva, non perché siamo da calendario ancora in estate, ma perché si utilizzano ancora le pesche che sono un frutto che ci riporta alle giornate di sole, alle passeggiate estive, ma già fa l'occhiolino all'autunno perché viene servita tiepida affinché scaldi lo spirito ed il cuore.


Con questa ricetta chiudiamo la rubrica dell'estate 2015, speravo di darvi più ricette ed alla fine ne ho proposte solo 3 (Passato di fruttaSmoothies banana, cacao e latte di riso e Spaghetti vegani di Zucchine), ma ci rifaremo in autunno; sto già pensando a qualche nuova idea.
Naturalmente, attendo vostri commenti.


COMPOSTA DI PESCHE AROMATIZZATA ALLA VANIGLIA

600 gr. di pesche già pulite e tagliate a pezzetti
50 gr. di zucchero semolato
30 gr. di zucchero di canna
1/2 baccello di vaniglia
50 gr. di acqua

Pulite e sbucciate le pesche fino ad averne circa 600 gr.
Tagliateli a dadini non troppo piccoli.
In una pentola antiaderente mettere gli zuccheri, l'acqua ed il baccello di vaniglia e quando gli zuccheri saranno ben sciolti, versare le pesche e cuocere a fuoco dolce per circa 20 minuti.

Servire tiepide.

Un'idea in più: volendo si possono aggiungere delle mandorle a lamelle che con le pesche sono una vera bontà, già durante la cottura, in modo che rilascino il loro sapore.

sabato 5 settembre 2015

Guerra e Pace



"L'uomo che non conosce la struttura di una macchina non può capire che quel piccolo ingranaggio di trasmissione, che gira senza far rumore, è una delle parti più essenziali del meccanismo, e non quella scheggia che ne guasta e ostacola [rumorosamente] il funzionamento"

Che piacere ritornare sulla tastiera dopo tanto tempo, e anche in questo blog. Più volte mia cugina mi ha ricordato il mio impegno, ma non avevo ancora trovato un libro che mi emozionasse abbastanza da parlarne in modo approfondito. O più che altro non avevo ancora finito “Guerra e Pace”.
La mia avventura è iniziata qualche anno fa, quando ho letto “I promessi paperi”, la parodia della Disney del romanzo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni. Nello stesso volume avevo anche altre parodie, tra cui “Guerra e Pace”. La lessi, mi piacque, ero consapevole che fosse diversa dal vero romanzo, ma mi nacque una grande curiosità a riguardo. Tutti mi davano della pazza per voler leggere un tale “mattone”, ma non mi capita spesso di voler leggere così tanto un libro di cui non so nulla e quindi non demordevo (ma mattone proprio non è, come voglio sottolineare in un'altra recensione qui).
Per mesi e mesi ho adocchiato nelle librerie di Varese i volumi di questo romanzo, tanto che ormai sapevo dove trovarlo in ogni negozio. Mi tenevo questo piccolo desiderio di lettura mentre leggevo altro, e infine questa primavera l’ho iniziato.
Il primo impatto è stato traumatico per il grande uso della lingua francese nel parlato dei personaggi, che rispecchia i reali usi dell’alta nobiltà russa del XIX secolo. Tolstoj senza mezzi termini immerge il suo lettore nei salotti russi, fa comparire personaggi uno dopo l’altro con solo brevi preamboli e nomi abbastanza difficili per un’europea occidentale come me.
Ma con un po’ di pazienza ho imparato a distinguere Sonja da Nadia, e Denisov da Dolochov, e mi sono affezionata ad ognuno di loro in modo particolare.
La trama è molto difficile da riassumere, perché a parte per la guerra contro Napoleone tra il 1805 e il 1812 non c’è un vero filo che conduce la storia. L’autore racconta la vita quotidiana dei suoi personaggi adulti e i progetti dei giovani, senza convergerli verso un fine comune e lasciandoli molto realistici. Si concentra su tre famiglie e molti personaggi singoli, i genitori progettano matrimoni convenienti per i loro figli, mentre altri fin da ragazzini sono innamorati e contano gli anni che devono ancora aspettare per sposarsi; nel frattempo nei salotti si discutono le decisioni dell’imperatore e dell’Europa intera nei riguardi di Napoleone che sta accentrando su di sé sempre maggior potere.
Quasi tutti i protagonisti compaiono fin dal principio e pochi se ne aggiungono in seguito. Man mano che la trama prosegue, però, molti di essi scompaiono e la rosa si restringe solo ai principali, lasciando non risposte molte domande su come sia proseguita la vita di tutti gli altri.
Come credo molti altri lettori prima di me, mi sono affezionata molto a Nataša Rostova (che ho letto per centinaia di pagine come “Natasa” senza notare quella piccola virgolina sopra la s) che all’inizio è solo una giovane adolescente e cresce fino a diventare una donna saggia e gentile. Tra tutti i personaggi femminili è quella che più si avvicina alle ragazze di oggi: energica e spontanea nella società dell’apparire, ma per questo molto amata.
È difficile inoltre non affezionarsi anche a suo fratello Nikolaj, perché è attraverso i suoi occhi che si vedono la maggior parte delle azioni della guerra contro Napoleone.
Ma più di tutti ho amato, anche se non dall’inizio, Andrej Bolkonskij, che mi ha fatto commuovere come pochissime volte mi è successo nella mia storia letteraria. All’inizio è un giovane adulto annoiato dalla vita, ma l’esperienza della guerra e dell’amore lo scuotono e gli fanno trovare quella pace e quella felicità che per tanto tempo ha cercato invano.
Si contano sulle dita di una mano le volte in cui mi sia commossa davanti ad un film o un libro, non so perché. Forse perché io stessa non amo i film strappalacrime, quindi li evito in generale, oppure perché spesso leggo romanzi di cui so già la trama. Ma in questo caso non la sapevo, e dopo più di 1000 pagine in cui vedi molti personaggi crescere e diventare adulti (come il piccolo Petja, il più giovane dei figli Rostov) alla fine o li odi oppure li ami. E io li ho amati fino alla fine.
Nonostante la sua fama di “mattone” è un libro molto scorrevole e emozionante. Rispetto al suo collega italiano Manzoni, Tolstoj si dedica più raramente a riflessioni storiche e le concentra verso la fine del romanzo. Il legame con la grande storia è indissolubile, tanto che Napoleone diventa un personaggio attivo. Non l’eroe, ma l’uomo Napoleone che Tolstoj descrive in modo molto diplomatico anche se rimane sempre il nemico indiscusso.
Inoltre quasi tutti i giovani personaggi maschili partono per la guerra, e all’interno degli accampamenti si sviluppano piccole storie personali, come l’amicizia tra Nikolaj Rostov e Denisov, uno dei personaggi più geniali che abbia mai visto. In realtà è un personaggio perfettamente normale, che però è contraddistinto da una caratteristica: la cosiddetta “erre moscia”. Tolstoj però non si limita a dirlo, la scrive anche e nelle sue parole sostituisce la lettera R con la V (“mio cavo Vostov” invece di “mio caro Rostov”). È una cosa semplice, ma che non avevo mai visto e mi è piaciuta tantissimo.
Anche per questo motivo “Guerra e Pace” mi è piaciuto molto, perché anche se è stato scritto a metà dell’Ottocento, ha molte qualità per essere letto anche oggi. Non solo dalle lettrici che amano storie d’amore, ma anche da lettori maschi per la quantità di tattiche militari che Tolstoj spiega con la passione del generale Kutuzov (il generale russo che sconfisse Napoleone).
A causa di questo mi è rimasto un effetto collaterale: una piccola passione per la campagna di Napoleone in Russia. Io che ho sempre detestato studiare la storia delle guerre, ora sento una certa familiarità con questo periodo.
E mi sembra impossibile di aver finito un libro che mi ha accompagnato per così tanto tempo. Quel piacevole dolore che si prova alla fine di un libro, quella sensazione di vuoto, secondo me è la garanzia che quel libro ti è piaciuto davvero. E questo mi è piaciuto molto, e come sempre attendo un altro libro che riesca a sostituirlo, ma so che avrà sempre uno spazio tutto suo tra i miei preferiti.

Spero che questa mia recensione spinga qualcuno a rivalutare questo libro, anche se ammetto che io stessa non so se lo rileggerò molto presto (perché è oggettivamente lungo).
Fatemi sapere le vostre impressioni o se qualcuno di voi come me si è imbarcato in questa impresa…
vi lascio con alcune parole del mio personaggio preferito...
Fabi

Principe Andrej:-Ieri mi sono tormentato, ho sofferto, ma non avrei dato nemmeno questa sofferenza per nulla al mondo. Prima non vivevo. Solo adesso vivo, ma non posso vivere se non ho lei-

sabato 29 agosto 2015

SPAGHETTI VEGANI DI ZUCCHINE


Non c'è dubbio, amo gli aggeggini.
Sono affascinata dai gadget, dagli oggettini che promettono di fare cose.
Gli stampini per i ghiaccioli? Si si ed ancora si.
I tagliabiscotti di forme diverse ed inusuali? Certo anche quelli ogni volta che li vedo ci perdo gli occhi.
Spatole di silicone che hanno forme inusuali? Sono sempre sicura di averne bisogno di una nuova, quelle che ho a casa non bastano mai.
Senza parlare di tutti quegli elettrodomestici che promettono cose, per quelli perdo la testa.
Quando li incontro su Amazon, mi perdo nelle recensioni clienti, e mi convinco che no, non è ho affatto bisogno, anche se già immagino dove lo potrei mettere a casa mia.
Spirito consumista?
No solamente anima da food blogger, o meglio aspirante tale.
Comunque, l'ultimo aggeggino arrivato a casa è un bellissimo temperamatite, anzi "temperaverdure".
Aquisto su Amazon, per scarsi una decina di euro, arrivato poco prima di partire per le vacanze e non usato, perchè come detto nei post precedenti, sono stata un pò pigra, ma preso ieri sera ed inaugurato con il piattino che vedete in foto.
E' un oggettino meraviglioso, che permette di fare dei piattini troppo buoni e soprattutto molto veloci.
La ricetta è un'altra di quelle super veloci, che sicuramente ci andrà più tempo a scriverla che a farla, ma che vi lascerà parecchio tempo libero per godere ancora di queste splendide giornate di sole.



INGREDIENTI 
2 zucchine chiare (sceglietele di una misura che si possa temperare ) e tenere
10 pomodorini
1/2 cipolla
4-5 foglie di basilico fresco
olio evo
Mettere un filo d'olio in una padella e fate scaldare l'olio.
Aggiungete la cipolla tritata fine fine e fate un soffritto veloce.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà, versarli nella padella e far andare per una decina di minuti; devono risultare morbidi e non troppo spappolati.
Nel mentre, lavare le zucchine e temperarle fino ad ottenere dei begli "spaghetti".
Versare nella padella e rimescolare dolcemente per un paio di minuti.
Le zucchine non devono completamente cuocersi, ma ammorbidirsi ed insaporirsi con i pomodori.
Portare a tavola guarnendo con delle foglie di basilico fresco.
Se avete dei commenti lo spazio sotto è tutto per voi.

lunedì 24 agosto 2015

ESTATE 2015: #2 SMOOTHIES (BANANA, CACAO E LATTE DI RISO)

AAA cercasi disperatamente proprietaria del blog.
Si perchè la proprietaria di questo blog non è sparita, ma è semplicemente latitante da un paio di mesi.
Non inventerò scuse, non sono rimasta assente per cause gravi, ma solo per pigrizia.
Credo che la pigrizia faccia parte della vita quotidiana e quindi va bene sfuggirle, ma ogni tanto l'idea di lasciarsi andare ad un pochino di “dolce far niente” sia necessario.
Devo ammettere che ho anche cucinato pochino, ma ho passato splendide e rilassanti giornate in montagna ed emozionanti giornate al mare, e per mare intendo quello della Sardegna.
Ogni volta che ci vado, ci lascio il cuore.
Ho letto tanto e presto farò recensione di quello che ho letto, ed anche Fabiana so che ci sta lavorando.
Quindi anche se in maniera abbastanza soft, cercheremo di tornare nel blog e ringrazio tutti coloro che nonostante la mai assenza hanno continuato a frequentarlo ed a visitare queste pagine.
Beh.... a voi grazie e spero che abbiate passato anche voi delle belle vacanze.
Ma ritorniamo al cuore di questo blog, le ricette.
Siccome penso che durante le vacanze si vive in relax, sicuramente avremo mangiato di più, quindi oggi una bella ricetta detox.

SMOOTHIES BANANA, CACAO E LATTE DI RISO
(ricetta super veloce)
250 ml. Di latte di riso
1 banana
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio abbondante di cacao amaro

Tagliare la banana a rondelle ed unirle al latte di riso, il cacao setacciato ed il miele precedentemente versati nel boccale del frullatore.
Azionare il frullatore fino a quando non otterrete un bel composto liscio.
Versare in un bicchiere e bere con una cannuccia colorata.
Adatto per la colazione, come spuntino, merenda o quando ne avete voglia.

Ricetta più facile a farsi che a scriverla.
Se l'avete provata e volete lasciarci dei commenti, lo spazio sotto è tutto per voi.

venerdì 17 luglio 2015

RECENSIONE LIBRI: saga "LUX"


Sarà perchè mi sento in colpa ad aver trascurato il blog, che ho deciso di ripartire alla grande.
Non solo una nuova ricetta, ma anche una recensione letteraria.
Nel periodo di pigrizia estiva, ho trascurato un pochino la cucina, ma almeno mi sono rifatta leggendo.

Ho appena concluso la saga di “LUX” la cui autrice è Jennifer Armentrout.
Io li ho letti in formato digitale, scaricandoli da Amazon, ma esiste anche il formato cartaceo per gli amanti delle pagine.

Le mie recensioni, sono per lo più le impressioni e le sensazioni che questi romanzi mi hanno lasciato, quindi nel limite del possibile non racconterò la storia per filo e per segno, ma non posso neanche evitare di fare qua e la qualche spoiler, quindi valutate voi come proseguire la lettura.
Assolutamente non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.

La saga di Lux è composta da 5 libri:
Obsidian
Onyx
Opal
Origin
Opposition

ed un prequel che si intitola Shadow.

Appartiene alla categoria letteraria “paranormal romance”; io sono un po' contraria a creare mille definizioni per un romanzo e dover incasellare ogni opera in una categoria, ma questa resta la mia opinione.

Da qui ci sono un po' di spoiler, quindi se non volete sapere saltate questa parte a favore del finale, qualche riga più in basso.

Sebbene abbia il sapore di un fantasy, l'autrice riesce a scampare alla rete di vampiri, lupi mannari, maghi e stregoni, facendo diventare il bello e dannato di turno un alieno; ma se questo è un punto a favore, cade, anche lei, nel clichè che i fantasy di questi ultimi anni hanno collaudato; lui bello e dannato e lei che ha occhi solo per lui.
Questo secondo me lo lascia a metà fra un romanzo di fantascienza ed un fantasy.
Tornando alla storia, essa inizia con il trasferimento della protagonista, la giovane liceale Katy, carina, ma senza sapere di esserlo, persa nel mondo dei libri tanto da curare un suo blog dove li recensisce, in un paesino di provincia insieme a sua madre, la quale vuole rifarsi una vita dopo la morte del marito e padre di Katy.
Ed è qui che incontra i suoi nuovi vicini di casa, una coppia di gemelli, che sebbene all'apparenza sembrino due normali ragazzi, in verità nascondono un gran segreto, sono alieni;
la ragazza Dee, sua coetanea dalla bellezza travolgente, esuberante ed estroversa che le si affeziona al punto da considerarla la sua migliore amica ed una ragazzo, Daemon, bello, sfuggente ed arrogante e con uno spiccato odio verso gli umani, soprattutto perchè proprio l'amore che il fratello gemello aveva per un umana ha portato un paio di anni prima alla morte di entrambi, sebbene i loro corpi non siano mai stati restituiti ai parenti.

Già qui, per gli amanti del fantasy, non può non sfuggire una marcata analogia con un altro fantasy che ha fatto storia, che è appunto Twilight.
Lui bello e dannato come il suo corrispettivo Edward Cullen, la sorella gemella che tanto ricorda Alice e la protagonista che come Bella si trova catapultata in un mondo di cui non conosceva l'esistenza.
A difesa della storia va detto che a parte il triangolo di base, che un po' ricorda Twilight, Katy presenta un carattere sicuramente più “tosto”, passatemi il termine ma credo che sia la parola che rende meglio.
Non si lascia abbindolare dalla bellezza disarmante di lui e dal suo fare il “cascamorto” e risponde a tono.
I dialoghi fra Daemon e Katy, sono brillanti e vivaci, con una qualche doppio senso, dove brilla la capacità di lui di farle perdere le staffe e la tendenza di lei ad avere l'ultima parola.
Questo modo di parlare, così accentuato nei primi romanzi, si attenua in quelli successivi dove lei finalmente accetta il l'amore di lui, ma non sparisce del tutto, facendo di loro una coppia molto “vivace”.

Ma tornando al tessuto del romanzo, anche qui la protagonista viene salvata da lui che alla fine le svela la verità, fondamentalmente perchè scopre di essere innamorato di lei, sebbene Katy lo respinga con tutte le sue forze (talvolta non può che cedere al fascino di lui), e poi per proteggerla.
Daemon, che tanto odiava gli umani compierà lo stesso atto di fiducia compiuta dal fratello anni prima.
E cosi' tramite le parole di Daemon, Katy scoprirà tutti su di lui e su suoi simili chiamati “Luxen”.
Nell'ordine va spiegato che i “Luxen” e ,da qui il nome della saga, sono esseri di pura luce che assumono forma umana al fine di convivere con gli abitanti della terra, riescono a piegare la luce a loro uso e consumo, spostare oggetti, spostarsi rapidamente e assumere altre forme, ma la cosa più importante e che se entrano in contatto con gli umani, lasciano su quest'ultimi una traccia visibile sia agli altri Luxen che ai loro grandi antagonisti che sono gli Aurum, creature dell'oscurità, che si servono degli umani per arrivare ai Luxen che altrimenti non vedrebbero.
Naturalmente più il contatto è di natura profonda più questa traccia diventa più luminosa e visibile.
Il continuo contatto fra Katy e Daemon, aumenta la traccia su di lei e funge da richiamo per gli Aurum, e da impegno da parte di Daemon di protezione.
Alla fine del primo romanzo proprio un Aurum che riesce quasi ad uccidere Dee e Daemon, ma che grazie all'intervento di Katy che comunque rischierà la morte, e che Daemon salverà, sarà l'avvenimento che li unirà indissolubilmente. 

Perchè questa è la più grande legge dei Luxen, gli umani non si salvano? Mai.
Salvare un umana, vuol dire legarla al Luxen che l'ha salvata.

Daemon e Katy sono uniti, lui l'ha salvata e si appartengono. Se uno dei due muore anche l'altro morirà.
Katy diventa un ibrido, un' umana che acquisisce caratteristiche dei luxen come velocità, forza ma non i poteri di trasformazione e curativi.

E questo legame sarà il filo conduttore di tutti i romanzi.

In un turbinio di eventi, Daemon e Katy agiscono cercando di mantenere la loro integrità, ma persino l'innocente Katy avrà sulla coscienza il peso di persone morte e perderà molto, ma mai l'amore di Daemon. 
Solo l'amore di Daemon e Katy è vero, tutto il resto è complotti, menzogna manipolazione della verità, esperimenti a danni di innocenti.

Il lettore scoprirà un po' per volta che il bene ed il male è celato in ogni personaggio: nella comunità Luxen dove alcuni agiscono per diventare dominatori della Terra, nel Governo che vuole sfruttare il potere degli Ibridi per creare la razza perfetta e 
Con maestria l'autrice riesce ad introdurre diversi colpi di scena, senza mai danneggiare il corso della storia.

Così il lettore verrà a sapere che il fratello di Daemon e la sua fidanzata umana sono ancora vivi, ma tenuti in ostaggio dal Governo, che Luxen ed ibridi non sono le uniche creature diverse dagli umani, insieme a loro anche gli Origin (riferimento al quarto libro) coesistono sul pianeta.
Gli Origin, frutto dell'unione fra Luxen ed Ibridi, forti e veloci, ma anche fra di loro si celano alucni pronti a tutto pur di conquistare la Terra e dominare il mondo.

Il finale è adrenalinico e sembra proprio stile “la Guerra dei Mondi”: la Terra sta cadendo nelle mani dei Luxen è la salvezza dei terrestri è nelle mani di Katy e Daemon che si devono fare un gesto estremo pur di riportare l'ordine sul pianeta.

Il finale è da sogno, Daemon e Katy che dopo sofferenza, dolore e lutti possono finalmente vivere felici la loro storia d'amore.
Si sa, il lieto fine piace a tutti, me compresa.

Da qui fine spoiler.
Se non volete sapere nulla della storia potete riprendere da qui.

Lo consiglio?
Si, decisamente lo consiglio. Perchè alla fine è una lettura piacevole.
Ci sono tutti gli elementi per farti appassionare alla storia.
I protagonisti, il loro amore, ma anche forza e determinazione.
C'è battaglia e desiderio di libertà.
Il romanzo è ben calibrato, in quanto intorno ai protagonisti ruotano un grande numero di personaggi ed nel proseguire dei libri, si alterna il punto di vista di lei al punto di vista di lui, dando così al lettore una visone dell'insieme ancora più ampia.

Se vi ho un pochino incuriosito, e lo volete leggere, lo spazio qui sotto è tutto per i vostri commenti.
Se l'avete già letto e volete darmi le vostre impressioni, non esitate a scrivere.

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