lunedì 22 dicembre 2014

PROGETTO #2 : portachiavi in panno






Insomma, è' andata così.
Scambio veloce fra me e la mia amica Silvia, che avete già conosciuto qui, in cui io mi complimentavo per la foto del profilo che consisteva in graziosi articoli in panno e lei mi risponde che sono opera sua.
Caspita, io ho una sezione DIY sul blog, che attende di ospitare dei progetti i carini.
Ed ecco fatto, Silvia mi gira foto e istruzioni via what's app ed io le prometto un post appena possibile.

Poi penso, chissà quante persone saranno in crisi da regalo last minute e quindi...stasera io vi lascio tutte le istruzioni e voi domani andate a comprare il panno per replicare questi capolavori.



Ecco le istruzioni
1. Procuratevi del panno lenci nel colore che vi piace ed anche delle paillette/ bottoni/ strass o qualsiasi altra decorazione vi piaccia.
2. Tagliate due sagome di panno lenci della forma che vi piace di più
3. Sovrapponete e cucite o a macchina o a mano e lasciate un apertura di un centimetro circa che vi servirà per inserire il cotone.
4. Una volta infilato il cotone (se è il caso aiutatevi con un uncinetto o un ferro da calza), inserite un nastro di raso della lunghezza desiderata e procedete a fermarlo fra i due lembi che andrete a cucire.
5. Cucite i due lembi ed il vostro " ninnolo" di panno lenci sarà terminato.
6. Decorate come più vi piace.

Buone Feste e buon lavoro.


domenica 21 dicembre 2014

Biscotti Pan di Zenzero



Come tradizione ormai da almeno tre anni, è mio compito durante la preparazione del pranzo di Natale cucinare i biscotti allo zenzero. Non che sia il mio unico compito, ma è certamente il mio preferito. Dopo tutto questo tempo non hanno perso per me il loro fascino, non solo per il sapore, ma anche perché mi ricordano la gioia di questa festa.
Ammetto però che mi sono annoiata di utilizzare sempre le stesse formine (tranne quelle a forma di omino, che mi inteneriscono sempre), così da un po’ di tempo a questa parte ho iniziato a curiosare alla ricerca di qualcosa di nuovo da fare con questo amato impasto.
Alla fine di novembre, in crisi di astinenza da biscotti, io e mio fratello ne abbiamo fatti un po’ e abbiamo provato a metterci un ripieno. Non avendo ingredienti particolari per preparare un ripieno, ci siamo affidati alla marmellata, che non delude mai nei dolci, e abbiamo scelto quella alle arance.
La ricetta che abbiamo usato è questa:
-150g burro;
-350g farina;
-150g miele;
-1 uovo;
-160g zucchero;
-1pizzico sale;
-2ts zenzero;
-2ts cannella;
-1/4ts noce moscata.

Se poi volete decorarli con la glassa:
-200g zucchero a velo;
-1 albume.

Amalgamare insieme gli ingredienti fino ad ottenere un impasto abbastanza omogeneo, aggiungere poi le spezie. Visto che l’utilizzo delle spezie è sempre molto personale, le dosi che ho scritto sono la base da cui partire, poi a seconda dei vostri gusti non abbiate paura di aumentarle, soprattutto le cannella e lo zenzero, fino a quando l’odore dell’impasto rispecchia il risultato che volete ottenere. Il gusto sarà praticamente uguale. Noi di solito circa le raddoppiamo.
A questo punto prendete una parte di impasto e lavoratela a mano, sarà abbastanza appiccicosa, quindi spolveratela di farina fino a quando sarà più facile da lavorare. Quindi stendetela e sbizzarritevi con gli stampini.
Per i biscotti ripieni invece, per questione di semplicità nel chiuderli, abbiamo optato per tagliarli a forma di quadrato, come i ravioli. Mettete un cucchiaino di marmellata su un biscotto e poi copritelo con un altro biscotto, premendo bene sui bordi in modo che non si apra.
Per entrambi i tipi di biscotti, cucinateli in forno ventilato a 170°C per 9 minuti.
Consiglio di mangiarli dopo che si siano raffreddati anche se siete curiosi di sapere se sono venuti bene. Ancora caldi infatti sono sempre meno saporiti e vi potrebbe venire l’ansia di aver sbagliato le dosi.
Quando si saranno raffreddati potrete decorarli con la glassa, sbattendo l’albume con lo zucchero e mettendo il composto in una siringa per dolci con la punta fine.
Fabi

sabato 20 dicembre 2014

#3 Regali di Natale Home made: zucchero con zenzero e scorza di limone

 
qui si continua a preparare i regali di Natale ed a sperimentare con l'essicatore che come sapete è stato il mio regalo di Natale.

E dopo gli esperimenti salati (vedi sale aromatizzato)
passiamo ad uno dolce.
ZUCCHERO AROMATIZZATO CON ZENZERO E SCORZE DI LIMONE BIO
 
Per questa ricetta non esistono delle dosi vere e proprie, ma piuttosto la spiegazione del procedimento.




INGREDIENTI

scorze di limone Bio (visto che userete le bucce è obbligatorio usare limoni biologici che hanno la buccia senza trattamenti chimici e pesticidi)
Zenzero Fresco
Zucchero Semolato

Pulire lo zenzero fresco e tagliarle a fettine sottili.
Sicuramente questa sarà la parte più noiosa, visto che lo zenzero è un po' laborioso da pulire.
Sbucciare il limone facendo attenzione a non prendere la parte bianca che è amara.
Mettere nell'essiccatore e far andare fino a quando non risulteranno ben secchi.
A questo punto tritare il tutto ne frullatore ed unire la polvere a dello zucchero semolato.
Io ho messo un cucchiaino di polvere ogni tre cucchiai di zucchero.
Va benissimo per addolcire le vostre tisane oppure per i vostri impasti dolci.


venerdì 19 dicembre 2014

#2 Regali di Natale Home Made: sale aromatizzato salvia e rosmarino



E' tardi, è tardi...Natale incombe ed anche quest'anno sono in ritardo con i regali di Natale.
La cucina sembra un enorme fucina dove mancano solo piccoli elfi che mi aiutino insieme alle marmotte della Milka.
Non so se ne verrò a capo ed anche quest'anno mi lamento di come mi sia ridotta malissimo e di come non possa che dare la colpa a me visto che non delegando è tutto sulle mie esili spallucce.

Se siete come me, non vi arrendete e guardate il post precedente che magari vi può aiutare oppure la ricettina di seguito che è veloce, semplice e magari qualche regalo last minute ve lo risolve.

Premessa, il mio personale Babbo Natale nella persona di me, me stessa e me medesima mi ha regalato l'essicatore che è stato prontamente usato per fare qualche regalino di Natale, ma la ricetta di seguito la si può risolvere anche con il forno.

Viene da qui, e ribadisco che questa donna è un genio e non sbaglia un colpo, quindi grazie anche a lei per avermi salvato il Natale.







Di seguito la ricetta:

200 gr. sale marino integrale
1 o 2 spicchi di aglio piccoli
due rametti di rosmarino (solo gli aghi)
un rametto di salvia (solo le foglie)

In un mixer versare il sale, l'aglio, gli aghi di rosmarino e le foglie di salvia (precedentemente lavate ed accuratamente asciugati) ed azionare il mixer fino a quando tutto sarà ben amalgamato.
A questo punto se avete l'essicatore mettete il contenuto su un foglio di carta forno che adagerete sul vassoio dell'essicatore e che lascerete essicare a 70 gradi per 50-60 minuti.
Se invece volete usare il forno basterà una mezz'oretta in modalità ventilata a 90 gradi avendo l'accortezza di controllarlo spesso e di smuoverlo di tanto in tanto.

Nota: io per ottenere un sale più fine, considerando che il sale marino è molto granuloso dopo averlo fatto essicare ho rifatto un passaggio nel mixer prima di metterlo nel barattolo.

Con un bel nastro di rafia, un bigliettino può essere un piacevole pensierino per Natale.



mercoledì 10 dicembre 2014

Regali di Natale Home Made






Oggi niente nuove ricette, ma alcune idee se siete a corto di regali di Natale.


Di seguito trovate una selezione di ricettine semplici che potrebbero esservi utili per i vostri regali di Natale.


Io di seguito vi lascio la lista con tutti i link, basterà procedere a studiare un bel packaging con dei barattoli chiusi con dei fili di rafia oppure dei sacchettini carini con dei fiocchi in tema "Christmas"; naturalmente non dimenticate il bigliettino che indica il contenuto.


Ecco a voi:




Dado granulare


Biscotti integrali


Biscotti alla cannella


Cioccolata calda


Barrette ai cereali


Biscotti Pan di Zenzero


e come regalo di Natale a tutte voi una proposta grafica per le etichette in tema Mela e Cioccolato.






Ora  non vi resta che iniziare a preparare i vostri regali.


Buon lavoro









martedì 25 novembre 2014

GNOCCHI DI PATATE E ZUCCA


Questa non è una pasta veloce, ma è una pasta buonissima e questo ripaga del tempo.
Io devo ammettere che gli gnocchi sono uno dei mie piatti preferiti, anche se sono un pochino schizzinosa nei confronti di quelli industriali; raramente li compro, preferisco quelli fatti in casa e se mi capita di mangiarli in un ristorante chiedo sempre se sono freschi o industriali.
Perdonatemi, ma ognuno ha le sue fisse.
Quindi alla luce di tutto ciò, mi sono accorta che non ho mai scritto un post sugli gnocchi ed eccomi qui a farlo.
So che sul web ci sono tantissime ricette degli gnocchi, che con l'uovo, chi con il parmiggiano...i miei sono semplici.
Solo farina e patata e zucca; credo che in generale la semplicità paghi e se proprio li volete elaborati conditeli con un sugo ricco.

Dopo questa premessa a voi la ricetta.

Ricetta per 2 persone amanti degli gnocchi + 1 topo di casa

500 gr patate
200 gr zucca al netto
300 gr farina 0 circa

condimento a piacere (nella foto vedete un semplice sugo di pomodoro)






Lessare le patate senza togliere la buccia, fino a quando saranno cotte.
Per sapere se le patate sono cotte, basta infilare una forchetta, se i rebbi entreranno facilmente fino al cuore le nostre patate sono belle che pronte.
Non do i tempi perchè dipende dal tipo di patate che usate, dalla grandezza, quindi in questo frangente dovrete regolarvi da soli.
Toglietele dall'acqua e lasciatele intiepidire prima di sbucciarle, pena ustione alle dita.
Mentre lessate lessate le patate, prendete la zucca pulitela, fatela a cubi e cuocetela a vapore fino a quando non sarà cotta.

A questo punto avrete la zucca cotta e le patate sbucciate ed intiepidite; prendete entrambi gli ingredienti e schiacciateli con lo schiacciapatate dentro una ciotola.
Aggiungete la farina e cominciate ad impastare con le mani, fino ad ottenere un impasto morbido, ma sodo.
Io uso indicativamente metà del peso delle patate e zucche in farina, ma la dose è da valutare al fine di ottenere un impasto morbido, ma lavorabile per ottenere gli gnocchi.
Rovesciare l'impasto sul piano di lavoro ed impastare per avere un bel panetto morbido ma compatto.
Spezzare l'impasto in 4/5 porzioni e stenderlo con le mani per ottenere dei filoncini di circa 2 cm di diametro.
Tagliare con il coltello ogni 3 o 4 cm.
Se avete lo strumento per fare le righe agli gnocchi, infarinatelo e procedete a creare lo gnocco trascinando il "bocconcino" sul "rigagnocchi" con il pollice; otterrete una "cupola" con il dentro leggermente infossato e l'esterno rigato.
Se non avete lo strumentino adatto, fate la stessa operazione usando i rebbi di una forchetta che avrete infarinato leggermente.
Procedete così fino a finire l'impasto; le prime volte vi sembrerà di non finire mai, ma con la pratica diventerete super veloci.

Per la cottura, portare ad ebollizione in una pentola abbastanza capace dell'acqua precedentemente salata a cui aggiungete proprio pochissimo olio evo (servirà a non far attaccare gli gnocchi durante la cottura), mettete gli gnocchi su una schiumarola ed immergetela nell'acqua bollente.
Quando verranno a galla saranno pronti.
Naturalmente, nella cottura dovrete usare un pò di accortezza, non li potrete cuocere tutti insieme , ma al massimo una decina alla volta.
Quindi anche questa operazione richiederà un pò di tempo e pazienza.
Mano mano che verranno a galla e quindi saranno cotti toglieteli con la schiumarola, lasciandoli scolare sulla pentola e poi versateli dentro il vostro condimento.

Ammetto che è gli gnocchi sono un pochino laboriosi, ma il sapore vi ripagherà di tutto il tempo che avrete dedicato alla preparazione.

Per dubbi o consigli o per farmi sapere anche solo com'è andata io sono qui.

venerdì 21 novembre 2014

Roselline di pane





In verità, qui ci si lancia anche in piccoli virtuosismi.
Quella di oggi non è una ricetta nuova, è una rivisitazione di un pane classico che faccio molto spesso, ma soprattutto un nuovo modo di dargli forma.
Non so se capita anche a voi, ma ci sono dei periodi in cui mi piace la pagnotta bella grande ed importante e dei periodi in cui impazzisco per piccoli panini, graziose forme di roselline ed invitanti bocconcini.
Ora sono in quella fase, velleità stilistiche per dare all'impasto delle forme nuove ed invitanti.
Ho fatto una ricerca su internet al fine di riuscire a trovare qualche nuova forma da dare al mio bell'impasto...ed alla fine l'ho trovato sul bellissimo blog "Trattoria da Martina".
Quindi la ricetta del pane è la mia, mentre la forma del pane ed il particolare dei semini sono farina del suo sacco.

300 gr. farina di manitoba
200 gr. farina 0
150 ml. acqua tiepida
120 ml. latte tiepido
5 cucchiai di olio EVO
1 pizzico di sale
10 gr. lievito fresco
1 cucchiaino di zucchero di canna

Per decorare
semi di sesamo
qualche goccia di latte

Sciogliere in una parte dell'acqua il lievito di birra ed aggiungere lo zucchero di canna.
Lasciar agire per una decina di minuti.
Nel frattempo versare nella planetaria la farina precedentemente setacciata, l'acqua, il latte ed il lievito ed attivare la macchina.
Quando l'impasto avrà iniziato ad amalgamarsi aggiungere l'olio EVO ed il sale.
Lasciar lavorare la macchina per una decina di minuti o fino a quando l'impasto non risulterà bello elastico.
Se l'impasto è un pò duro, aggiungere ancora un pochino di acqua.
Togliere l'impasto dalla planetaria e lavorarlo per pochi attimi con le mani fino a formare una bella palla.

Mettere l'impasto a lievitare in un luogo caldo e senza correnti d'aria. Io metto l'impasto in una ciotola pennellata con un pochino di olio coprendolo con la pellicola e poi avvolgendolo in una coperta di pile.
Vale la regola che un impasto coccolato è un impasto che diventerà bello lievitato.

Quando l'impasto avrà raddoppiato di volume, separatelo in panetti da 50 gr circa e dategli la forma come da immagini allegate.





E' più facile da vedere che da spiegare.
Mettete queste belle roselline su una teglia ricoperta di carta forno e lasciate lievitare per altri 20-30 minuti.
Poco prima di infornare spennellare con del latte tiepido ed cospargere con dei semini di sesamo.
Accendete il forno a 180 gradi e quando raggiunge la temperatura infornare la teglia con le roselline.
Cuocere per 15 minuti circa o fino a quando non saranno belle dorate.
Una volta cotte togliere dalla teglia e lasciar raffreddare su una gratella.

martedì 18 novembre 2014

Shadowhunters, le Origini


"Qualunque cosa tu sia fisicamente, maschio o femmina, forte o debole, malato o sano... tutte queste cose contano meno di ciò che è contenuto nel tuo cuore. Se hai l'anima di un guerriero, sei un guerriero. Qualunque sia il colore, la forma, il disegno che la nasconde, la fiamma all'interno della lampada rimane la stessa. Tu sei quella fiamma."
(Jem Carstairs a Tessa Gray, in “Shadowhunters, le Origini, l’Angelo")

Ho da poco finito di leggere la trilogia “le origini” della serie di Shadowhunters scritta da Cassandra Clare, sotto consiglio di mia cugina che ha già recensito su questo blog il libro “La città di ossa” della stessa autrice.
Purtroppo però il mio entusiasmo per questa serie è stato in buona misura minore rispetto a quello di mia cugina. Ora che mi ritrovo a doverla recensire mi sento abbastanza incerta su quale sia il mio parere complessivo riguardo a questi libri. Nel complesso, infatti, li ho trovati piacevoli e facili da leggere. C’erano però parti che mi hanno resa molto perplessa. Parti anche rilevanti della trama e dello stile della scrittrice, che rendono la lettura difficoltosa.
Per aiutarmi ho ripensato alla prima parte della recensione che ci veniva insegnata a scuola: analisi delle varie parti (ambientazione, trama, personaggi, stile...) come se fossero entità separate. Mi rendo conto di quanto ciò sia riduttivo per valutare un libro, che non è mai la pura somma degli elementi che lo compongono, ma in questo caso mi appiglio a questo tipo di recensione, cercando di renderla il meno scolastica possibile.
La trama è di per sé molto semplice, tanto che i tre libri potrebbero essere ridotti ad uno solo. Mortmain, che minaccia di eliminare tutti i cacciatori, è presente come costante minaccia nei tre libri, comparendovi però molto poco. Lascia i compiti diretti ai suoi sottoposti mentre i cacciatori tentano invano un metodo per trovarlo. Vi sono quindi nemici minori che in parte segnano il confine tra un libro e l’altro, ma in realtà questo confine è molto lieve.
Inoltre l’autrice sceglie di terminare i libri con un colpo di scena, rendendo ancora meno forti i confini tra i libri, in quanto tende a mescolarne le trame.
Chiunque conosca Cassandra Clare, saprà quanto ami i colpi di scena e la souspance. Queste tecniche rendono senza dubbio la lettura stuzzicante, ma secondo me a volte eccede in senso contrario, soprattutto nel primo libro. Dà al lettore una sensazione di insicurezza, perché quello che hai appena letto può da un momento all’altro essere sconvolto.
A controbilanciare la trama semplice vi è un notevole approfondimento delle emozioni dei personaggi. I protagonisti hanno un carattere ben delineato e abbastanza coerente, che l’autrice riesce a far percepire in modo concreto al lettore. Per questo anche è un libro molto amato dalle adolescenti.
Le norme comportamentali sono diverse dalle nostre (in quanto ambientato nel XIX secolo) tuttavia viene spontaneo immedesimarsi nei personaggi e anche scegliere il proprio eroe preferito. Le lettrici infatti si dividono generalmente tra le amanti di Will (come mia cugina) e di Jem (come me).
Anche l’ambientazione è molto curata e legata all’epoca in cui è ambientata. L’autrice inoltre riesce a far dialogare il proprio racconto con altre opere della letteratura inglese di quel tempo, facendole citare ai suoi personaggi e rendendo il racconto molto più reale.
Nonostante sia di genere fantasy, la realtà è approfondita e precisa quanto l’immaginazione. Anche le zone di Londra descritte dall’autrice, infatti, sono strade reali ed esistenti a quel tempo.
L’ambientazione (intesa come la parte magica dell’opera) è la parte migliore di questi libri. È elaborata (i cacciatori hanno un sistema di governo e regole ben precise) ma anche comprensibile in modo chiaro, in quanto descritta in modo preciso e coerente dall’autrice. Ma soprattutto è davvero originale e fantasiosa, l’ho apprezzata molto.
Giungo così al termine della mia recensione a dover affrontare la domanda finale: consiglio questa lettura?
Personalmente non so se rileggerò presto questi libri. Mentre li leggevo ero spinta dalla curiosità, ma giunta alla fine (sebbene toccata dalla vita dei personaggi) non me ne sento legata. Vi sono invece altri libri nei quali giunta alla fine e guardandomi indietro provavo affetto verso i personaggi e la trama, anche se mentre li leggevo non mi hanno commosso (penso ad esempio al “Ciclo dell’eredità” di Christopher Paolini o a “Queste oscure materie” di Philip Pullman).
Preferisco infatti creare con i personaggi un legame profondo, ma meno prorompente, rispetto ad uno basato solo sulla pietà per le loro vicende commoventi. E in questi libri ho trovato molto il secondo tipo di rapporto, più immediato, più esplosivo, ma che poi svanisce altrettanto presto.
Spero di non avervi fatto passare la voglia di leggerli (come purtroppo è successo a uno dei primi che ha letto questa recensione) e se l’ho fatto mi scuso, perché comunque sono libri piacevoli.
Invito invece chi l’ha già letto a farmi sapere il suo parere, anche se contrario al mio, direi soprattutto se contrario.
Al prossimo libro
Fabi

venerdì 31 ottobre 2014

#PROGETTO 1: poesia su tela








Se uno aggiunge una pagina ad un blog si presuppone che poi uno qualcosa da raccontare l'abbia.

In verità, ci sarebbero mille cose da raccontare, ma il tempo è esageratamente tiranno e se nella mente ho mille cose da raccontare, nella realtà restano tutte li nella mia testa ad affollarsi una dietro all'altra come le auto durante gli esodi estivi.

In questa sessione di blog, chiacchiererò un pò meno con il lettore e mi concentrerò un pochino di più nei passaggi che fanno si che si arrivi ad un determinato progetto.

Ma bando alle ciance e via con il progetto 1, essendo una cosa che ho realizzato diverso tempo fa, purtroppo non ho tutti i passaggi della realizzazione, ma solo il risultato finale. Prometto di rimediare nei prossimi progetti.

#PROGETTO 1: QUADRO POESIA WILLIAM SHAKESPEARE SU TELA

Occorrente
bacchette di legno tagliate nella misura desiderata per creare la cornice
Tessuto leggero di cotone in colore chiaro, lavato prima dell'uso
Colori per stoffa (seguire istruzioni della marca di colori che usate)
Pennelli
...ed un pizzico di fantasia

Al di là del soggetto, che in questo caso è una poesia di William Shakespeare, il metodo può essere applicato a diverse idee.

Trovate il testo che più vi piace o il disegno al tratto che preferite.
Calcolate le misure del quadro che volete realizzare e preparata a computer il disegno in scala 1:1.
Per il carattere, su internet ci sono parecchi siti da cui scaricare font ( i caratteri si chiamano font), uno dei più famosi è dafont.com, che ne ha di bellissimi e moltissimi gratis.
Preparate il disegno.
Finchè lavorate a computer potete cambiare idea sul carattere, ingrandire o rimpicciolire il testo.
Io uso programmi grafici, ma credo che esistano su Internet anche programmi free che assolvano a questo compito.
Se qualcuno ne conosce, non esiti a farmelo sapere, aggiornerò il post.

Una volta definito il tutto, procedere a stampare i fogli.
Mi raccomando quando stampate il progetto, non riducetelo per adattarlo alla pagina, ma stampatelo in scala 1:1.
Lo so che ci vorranno tanti fogli, ma vi servirà come linea guida per dipingere.
Altro consiglio, anche se la vostra scritta sarà dipinta in rosa (esempio di un colore chiaro), stampate il tutto in nero, fra un pò scoprirete perchè.
Ora che avete tutti i fogli uniteli fra di loro con un nastro adesivo trasparente e ponetelo sotto il tessuto ben steso.
Fermate il tessuto ed il modello cartaceo tramite spilli.
Se seguendo il mio consiglio avete preso un tessuto leggero in cotone, ora in trasparenza potete vedere il soggetto e quindi vi è chiaro perchè dovete stampare il tutto in scala 1:1 ed in un colore scuro.

Ed ora inizia la parte divertente del lavoro; se siete pratici con pennelli ed affini potete direttamente dipingere altrimenti se volete essere più tranquilli potete farvi una traccia a matita.
Per quanto riguarda a traccia, certo è che se dipingete in un colore scuro, come me che ho scelto un cioccolato, la traccia verrà coperta, in un colore chiaro valutare che la grafite della matita non si impasti con il colore per stoffa.

Seguite le istruzioni della marca di colori per stoffa per fissarlo (i miei richiedevano solo di essere stirati con ferro caldo)
Qualora le vostre istruzioni fossero diverse, sarebbe meglio che prima di inchiodare il lavoro alla cornice lo stiraste per togliergli eventuali pieghe e spiegazzature create durante il lavoro.

Nel frattempo bisognerà creare la cornice.
Fermate ai quattro angoli tramite dei chiodini, in modo da avere il quadrato o il rettangolo che volete.
Se per casa vostra si aggira un marito/fidanzato/fratello/filglio maggiorenne non esitate a coinvolgerlo; in generale loro sono il re dei bricolage, re pigri ma pur sempre re.
Prendere i lembi del tessuto e farli finire sotto uno dei lati della cornice, dove li fermerete con dei piccolissimi chiodini.
Procedete così sugli altri tre lati.
Mi raccomando fate attenzione a lasciare il lavoro ben steso e ben dritto.

Ora prendetevi un attimo, ammirate il vostro lavoro e siate fiere di voi stesse.

Se volete condividere con me i vostri progetti, non esitate a farlo.
Li pubblicherò più che volentieri.

venerdì 24 ottobre 2014

Plum cake banana e cacao







eccoci, con un nuovo post ed una nuova ricetta.

A casa mia succede una cosa strana, e non se questo avviene solo a casa mia oppure anche a casa di altre famiglie, ma per dovere di cronaca lo voglio riportare di seguito.

Il topo di casa va matto per le banane, ma questo avviene giusto nel lampo di tempo che va dalla vista nel banco del supermercato fino al mangiarne la prima; poi l'euforia è già bella che sparita ed idem suo papà.

Morale della favola: ho sempre delle banane abbandonate sull'isola della cucina, che nessuno vuole più; quindi questa ricetta nasce un pò dalla necessità di non sprecare questo frutto ed un pò dal fatto che visto che tanto ci tengono a farmene comprare e tanto devono impegnarsi a mangiarle.

A conclusione, se a qualcuno interessasse la mia opinione in merito a questo frutto, in breve non ne vado matta, lo compro solo su richiesta e come gli altri sopra, le mangio appena arrivata a casa per poi dimenticarmene subito dopo.

Chi è senza peccato vada a vedere se in cucina a vedere se ha gli ingredienti per fare questo delizioso plum cake
  

INGREDIENTI

200 gr. Farina
50 gr. Cacao amaro
2 uova
2 banane mature
45 gr. Latte fresco
120 gr.zucchero
40 gr. Olio di semi
Una bustina di lievito per dolci


Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake.
Versare nel mixer le banane a pezzi e azionare.
Sempre nel mixer versare le uova, lo zucchero, il latte e l’olio e azionare ancora. 
Unire alla fine la farina ed il cacao setacciato (mi raccomando specialmente il cacao che tende a fare i grumi) ed poi aggiungete il lievito e il sale, far ripartire il mixer fino a quando il composto non è omogeneo.
Versare il composto nello stampo ed infornare in forno preriscaldato a 180°per circa 25-30 minuti, poi abbassare a 160° e continuare la cottura per altri 10 minuti circa.
Vale la regola dello stecchino per verificare la cottura.

NOTE: Io prima di infornare ho cosparso la superficie del dolce con dei fiocchi d'avena da come vedete in foto.


sabato 18 ottobre 2014

Frittelle di mele in forno







Alzi la mano chi ama il fritto?
Forza, alzate le mani, anche i "sempre a dieta" ed i "supersalutisti, anche quelli laggiù in fondo.
A quanto pare il fritto piace proprio a tutti.
Ed ora alzi la mano chi invece adora friggere, stare li in piedi con la padella che sfrigola, l'odore che impregna tutta la casa, e soprattutto in inverno con il fatto che fa freddo apriamo giusto un attimo e l'odore ci accompagna fino al mattino dopo?
Ah ecco, che la mani tornano prudentemente dentro la tasca dei pantaloni; perchè friggere in fondo è veramente un pò noiosetto.
Ma si può trovare un compromesso e questa ricetta lo è abbastanza.

Ho tantissime mele, belle e buone e dopo aver fatto qualche torta che a breve posterò sul blog, ho cominciato a desiderare immensamente di fare le frittelle, ma l'idea del fritto a casa proprio non mi entusiasmava.
E gira e ti rigira sul web ho letto che si possono fare in forno.
Premetto che il "fritto resuscita i morti", ma se paragonate le frittelle di mele fritte con queste belle frittelle fatte al forno, comunque le ultime si strappano un bel 9+...certo non è il 10 delle prime ma tutto non si può avere.
Inoltre, salutisti e sempre a dieta non possono che ringraziare.

Un ultimo dubbio, ma se le frittelle fritte si chiamano così, quelle fatte al forno si chiameranno "fornelle"? Bah.

Vabbeh, bando alle ciance, leggete la ricetta e poi correte in cucina.


INGREDIENTI
400 gr di mele
80 gr di farina
1 uova
2 cucchiai di miele
1/2 bustina di lievito per dolci
80 gr di yogurt bianco dolce
Qualche grattata di scorza di limone
2 cucchiaini di zucchero di canna
Olio extravergine di oliva

In una ciotola amalgamare l'uovo, la scorza di limone grattugiato
 e lo zucchero; unire lo yogurt ed il miele e gradualmente anche la farina con il lievito precedentemente setacciati e mescolare bene con le fruste elettriche. 
Alla fine si otterrà un impasto appiccicoso, ma non vi preoccupate.
Lavare le mele, sbucciarle e tagliarle a spicchi sottili poi ridurle a fettine sottili. Incorporarle alla pastella e amalgamare delicatamente  il tutto.
 Prelevare  il composto a cucchiaiate e posizionatelo in una teglia unta di olio oppure coperta di carta da forno. Spolverizzate con un pochino di zucchero di canna e poi cuocete le vostre frittelle in forno preriscaldato a 180°C per 25 minuti.
P.s. Io con questo impasto ho ottenuto frittelle abbastanza grandi.

Consigli per i muffins

Ormai a casa mia si sono rassegnati: mi piace fare i muffin! E ormai praticamente li mangio solo io, e per evitare sprechi ho imparato a congelarli e tirarli fuori la freezer la sera per poi farci un’ottima colazione, metodo che consiglio vivamente. Così infatti si evita l’abbuffata di un giorno e ci si assicura un’ottima colazione per un po’ di tempo.
Facendo spesso muffin, però, mi ritrovo a vagare con la mente per ipotizzare nuove ricette, molte delle quali le boccio immediatamente dopo averle concepite, ma alcune meritano di essere sperimentate.
Sabato scorso, dopo una deludente giornata, è stato il giorno perfetto per fare i miei esperimenti. Così ho acceso la musica in cucina e ho iniziato ad amalgamare gli ingredienti della ricetta per i muffin che ho già utilizzato altre volte. Dopo aver soddisfatto una piccola ordinazione di muffin con il cuore di marmellata di fragole, ho dato il via alle sperimentazioni.
La prima idea da saggiare erano i muffin salati. L’idea su come farli è venuta a me e a mio fratello un pomeriggio questa estate, mentre facevamo un giro sulla pista ciclabile intorno al lago (abbiamo poi scoperto che esistono già ricette simili, ma per qualche tempo ci siamo goduti il nostro momento di celebrità). Mentre pedalavamo, vagheggiavamo sui vari ingredienti possibili da inserire in un muffin, anche perché ce ne eravamo portati uno ciascuno per fare una deliziosa merenda a metà percorso. L’idea migliore che ne è uscita è stata quella di inserire nei muffin formaggio e prosciutto. Purtroppo sabato non avevo il prosciutto da tagliuzzare ed inserire nell’impasto, però avevo il formaggio da utilizzare come cuore. Penso che fosse Fontal, ma credo sia utilizzabile ogni tipo di formaggio, a seconda dei gusti personali.
L’ho tagliato a cubetti e l’ho inserito nella formina riempita a metà dall’impasto e poi l’ho ricoperto con altro impasto. Il risultato finale è stato ottimo. Il formaggio si è sciolto, formando un cuore e permeando una piccola parte dell’impasto. L’unica cosa che non mi ha soddisfatto è stato il gusto del formaggio, che secondo me è troppo forte per un muffin, la prossima volta, quindi, ne utilizzerò un altro.
Il secondo esperimento, invece, nasce dal fatto che in generale non amo i cibi che hanno gusti diversi in parti diverse. Mi piacciono invece i cibi omogenei o al massimo con piccole parti di un gusto diverso, parti che si mischiano però in un solo morso, come le gocce di cioccolato. Ho pensato così alla possibilità di rendere più omogeneo il cuore alla marmellata dei muffin. Armata di cucchiaino, quindi, dopo aver versato fino a metà formina l’impasto, ho posizionato la marmellata al solito posto, l’ho ricoperta con poco altro impasto e infine ho dato una veloce mescolata al tutto, dal basso verso l’alto. Bisogna mescolare poco, per evitare che la marmellata si sciolga totalmente nell’impasto, diffondendo troppo il suo sapore. La mia idea originale era di ottenere un effetto marmorizzato, ma purtroppo visivamente l’effetto non è stato quello.
Il gusto invece è stato molto soddisfacente, la marmellata, infatti, si sentiva nella maggior parte dell’impasto, e non solo vicino al centro. Rispetto ai normali muffin con il cuore, però, è necessario mettere più marmellata, perché appunto viene distribuita in tutta la formina.
Per questi due esperimenti posso dirmi soddisfatta, anche se dovrò riprovare i muffin salati, mettendo anche il prosciutto. Prima di allora, però, ci gusteremo questi muffin, che sono già stati apprezzati molto.
Alla prossima sperimentazione…
Fabi

domenica 5 ottobre 2014

Ricetta per un pane facile e veloce


Questo è in assoluto il pane più semplice che abbia mai fatto e soprattutto con un pane così quasi mai si sbaglia con il risultato finale.
Dico "quasi" mai, perchè in primis la panificazione non è una scienza così esatta, almeno per mia esperienza personale, e secondo perchè non voglio avere sulla coscienza la vostra delusione qualora venisse male.

Ma questo, non deve spaventarvi ed affrontate questa ricetta molto tranquillamente e serenamente; credo che la panificazione risenta molto del nostro umore, se fate il pane serenamente sarà sicuramente più buono, se lo fate arrabbiate e spaventate, sicuramente, qualcosa andrà male.
Sebbene, credo che più ad amplio raggio il miglior compagno durante i lavori sia la serenità e l'amore, nel pane credo che questo sia indispensabile, in quanto il lievito, l'acqua e la farina sono proprio lo specchio della nostra anima.

E poi un ultima cosa, non abbiate fretta. La fretta non è amica della panificazione, nonostante la velocità di questo pane, non correte troppo e non mettete fretta all'impasto.
Il risultato finale ne risentirà ed a voi sembrerà di aver perso il doppio del tempo.

Ma bando alle ciance, allacciate il grembiule che si "vola" (qui la velocità è auspicabile) in cucina

La ricetta viene da questo libro "FACILE COME IL PANE"di P.Roaldi 


e si chiama PANE DI IRIS (io ho modificato leggermente la ricetta, integrando parte della farina con quella integrale)

PER IL PANE

400 gr. farina 0
100 gr. farina integrale
5 gr. zucchero
12 gr. lievito di birra
280 ml. acqua (la fairna integrale tende ad assorbire più liquido, quindi se necessità non esitate ad aggiungere 10-15 ml. di acqua)
5 cucchiai (uno per ogni 100 gr. di farina) di Olio EVO
10 gr. di sale

PER L'EMULSIONE
acqua
Olio EVO
Sale

Sciogliete il lievito con una parte di acqua e lo zucchero in una ciotola.
Mettere nella ciotola della planetaria le due farine, il contenuto della ciotola e la restante acqua.
Azionate la planetaria e quando l'impasto avrà iniziato ad amalgamarsi aggiungete il sale ed in ultimo l'olio EVO.
Quando l'impasto sarà bello elastico ed avrà formato una palla intorno al gancio (ci vorranno 8-10 minuti) spostate l'impasto dalla planetaria al piano di lavoro leggermente infarinato.
Dall'impasto dovete ricavare circa 6 panini da 150 gr. (sarebbe meglio armarsi di bilancia per affrontare questo passaggio, salvo possedere un buonissimo occhio ;-) )
Date la forma che preferite ad ogni pagnotta, io le ho dato la forma di filoncini arrotolati su loro stessi, posatele in una teglia e infarinate leggermente la superficie in modo che la pellicola con cui le andrete a coprire non si attacchi all'impasto e lasciate lievitare in un luogo tiepido per 45-60 minuti o cmq fino a quando non avranno raddoppiato di volume.
Mentre i panini lievitano tranquilli, tranquilli voi preparate l'emulsione unendo in una ciotola due parti di acqua, una do olio EVO ed un pizzico di sale che sbatterete con una forchetta per "emulsionare" il tutto.
Accendete il forno a 200 gradi in modalità ventilata e quando l'impasto sarà giunto a completa lievitazione togliete la pellicola e spennellate la superficie con l'emulsione precedentemente preparata ed infornate per circa 20-25 minuti fino a quando le pagnotte non saranno belle dorate.
Il mio forno non sempre ne ha bisogno, ma se volete potete mettere mentre le pagnotte si cuociono una ciotola resistente al calore con dell'acqua dentro al fine di tenere in cottura un pò di umidità.

Naturalmente, fatemi sapere come vi viene e ringrazio chiunque sia passato di qua a sbirciare questa ricettina

Torta di mele e yogurt

Oggi ospiti in cucina...ecco a voi Stefania e la sua splendida torta di mele Lascio la parola a lei: Io adoro le...