venerdì 22 aprile 2016

La Bussola d'Oro, Queste Oscure Materie parte 1


immagine da http://vignette3.wikia.nocookie.net/

Oggi vi parlo di un libro che non ho letto recentemente ma mi ha colpita molto e che, purtroppo, non ha avuto il successo che meritava: la serie “Queste oscure materie” di Philip Pullman, meglio conosciuta come la trilogia della Bussola d’Oro (libro che, casualmente, mia cugina ha regalato molti anni fa a mio fratello).

Famoso come libro per bambini, nasonde una forte denuncia contro l’ottusità della Chiesa, che porta le persone a fare cose evidentemente crudeli, pur convinte di essere nel giusto.

“La bussola d’oro” immerge il lettore senza molti preamboli nel mondo di Lyra, molto simile al nostro, lievemente arretrato tecnologicamente e dove ogni persona ha un daimon senza il quale non sarebbe nemmeno considerata un essere umano. Il daimon è una parte di anima concretizzata sotto forma di animale, può variare forma a piacere durante l’infanzia e all’entrata dell’adolescenza si stabilizza per divenire simbolo della persona stessa (ad esempio i marinai hanno spesso gabbiani). Se muore l’uomo, il daimon scompare; se muore il daimon, la vita della persona sarà per sempre incompleta.

Il daimon di Lyra si chiama Pantalaimon e per il momento può ancora mutare forma. Orfana, la ragazza è cresciuta al Jordan college di Londra, dove un giorno assiste di nascosto ad una riunione dei professori e scopre l’esistenza della polvere. La sua provenienza è incerta, così come la materia di cui è composta, l’unica certezza è che dalle stelle arriva fino alla mente dell’uomo dall’adolescenza in poi.
Relatore di queste scoperte è lo zio di Lyra, Lord Asriel, uomo freddo che incute una forte riverenza nella ragazza (infatti il suo daimon è un leopardo delle nevi) e che talvolta si reca a farle visita.
Lyra comprende poco della riunione e la faccenda passa in secondo piano perché nelle settimane successive spariscono diversi bambini. Come molti ragazzini della sua età, Lyra e i suoi amici fantasticano spesso sulla possibilità di trovare i colpevoli (a cui hanno dato il nome di ingoiatori). Sparirà anche il suo amico Roger e Lyra abbandonerà Londra insieme alla signora Coulter (il cui daimon è uno scimmiotto dorato), che ha assunto il compito della sua educazione. Prima di lasciare l’università, il rettore affida in gran segreto a Lyra l’aletiometro (la cosiddetta bussola d’oro), un oggetto che come una bussola indica le immagini sul proprio quadrante e, se ben interpretate, rivelano la verità. Il potere di questo oggetto è immenso, ma la verità che rivela non sempre è comprensibile facilmente o soddisfacente. Lyra imparerà ad usarlo con il tempo, lontana dalla signora Coulter.

immagine da http://www.ilcibodellamente.it
Inizia il suo viaggio intorno al mondo, ma presto scoprirà che dietro ai rapimenti dei bambini esiste un’associazione detta Intendenza Generale per l’Oblazione, che ha lo scopo di separare i bambini dai propri daimon per evitare la contaminazione della polvere, vista dal Magisterium (organizzazione religiosa egemone nel loro mondo) come simbolo del peccato. Inoltre lo stesso Magisterium ha tentato di uccidere Lord Asriel e la signora Coulter ne è membro attivo.
Lyra scappa e il lettore può avere una visione più completa del suo mondo, sul popolo delle streghe nell’artico e soprattutto la civiltà degli orsi corazzati. Dalle fattezze di orsi polari ma molto più grandi, gli orsi corazzati sono senzienti come uomini ma senza daimon, e per questo considerati sub-umani. Lyra aiuterà a Iorek Byrnison a riottenere il trono e stringeranno un’amicizia che durerà per tutto il romanzo.
Con il loro aiuto Lyra troverà i bambini rapiti e li libererà, ma i misteri più grandi (oltre a cosa sia davvero la polvere) Pullman li riserva per l’ultimo capitolo, quando Lyra trova suo zio.

Come preannunciato, la critica verso i pregiudizi ecclesiastici è evidente, tuttavia non rovina la lettura con una posizione politica forte e i bambini possono leggerlo tranquillamente.
Ne è stato tratto un film, ma ci spenderò solo le parole sufficienti per dire che hanno commesso molti errori che, secondo me, ne hanno causato l’insuccesso.
Il mondo delineato lo trovo affascinante, soprattutto nell’aspetto dei daimon. Pullman ha delineato diverse norme sociali a riguardo che rendono vicino a noi questo mondo. Sebbene siano in due (solitamente di sesso opposto) e abbiano due nomi diversi, la persona viene considerata una sola, rigorosamente al singolare e con il nome dell’umano. E oltre al divieto di toccare il daimon altrui, gli uomini parlano con gli uomini e i daimon con i daimon,con una forza della consuetudine che i personaggi faticano ad infrangere. Infine il daimon è parte della persona ma pensa in modo autonomo, infatti Pantalaimon è molto più prudente (o forse più pauroso) di Lyra, ma nessuno dei due oserebbe immaginare una vita senza l’altro.

Altrettanto particolareggiate sono le varie specie che popolano il mondo, come gli orsi corazzati, ma come l’autore non tralascia particolari in questo ambito, allo stesso modo non lascia trapelare nemmeno un’informazione sui misteri che permeano il romanzo: “cos’è la polvere?” è solo il primo di una lista che verrà prolungata nei libri seguenti, dei quali vi parlerò in futuro.
Fabi

lunedì 18 aprile 2016

PRIMAVERA #1: Torta Salata con Cipollotti, Zucchine e Carote

La vita non è facile, a volte è una salita da fare ma non con le scarpe da trekking, ma con le infradito.
A volte sorridere richiede uno sforzo significativo, a volte far star bene gli altri quando noi siamo straziati dentro è un modo di rendere degna la vita di essere vissuta.
Non voglio essere quella che si lamenta o che ispira compassione agli altri.
Voglio essere una presenza allegra nella loro vita, voglio essere felice di avere quello che ho e felice di condividere il mio tempo e il mio spazio con gli altri.
Amare gli altri, serve anche a far star meglio noi.
Nulla ci rende davvero ricchi come gli amici e le persone care di cui ci circondiamo.
Nulla ci rende migliori, come dedicare un minuto di attenzione agli altri.
Un minuto vero guardando loro negli occhi, ascoltando davvero cosa ci stanno dicendo e non annuire con noia, mentre rispondiamo ad un messaggio in chat e condividiamo un post su Facebook.
E non pensate che bastino le foto a tenere archivio di tutto. Una foto cristallizza un momento, ma se non c’è un ricordo legato ad essa, presto la guarderete senza sapere il motivo per cui l’avete fatta.

Quindi dopo che avete letto questo post, correte a fare la ricetta del giorno e non mangiatela da soli, ma con i vostri amici, i vostri figli e chi vi è caro.

p.s. prometto che il prossimo post sarà più leggero, ma oggi volevo condividere con chi legge questa mia riflessione

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (quella del supermercato)
2 zucchine
1 cipollato
2 carote
1 bicchiere di latte
2 uova
1 confezione di robiola
due cucchiaiate abbondanti di parmigiano
sale
olio evo

Accendere il forno a 180 gradi.
Lavare e pulire le verdure e tagliare a dadini le zucchine e le carote, mentre il cipollato a rondelle compresa la parte verde.
Rosolare in padella con un filo d’olio prima il cipollotto, poi le carote ed infine le zucchine. Condire con sale e far cuocere a fiamma moderata per circa 5-7 minuti.
Spegnere le verdure e lasciarle intiepidire.
in una ciotola sbattere le uova con una frusta, aggiungere un pizzico di sale, il latte, la robiola e il parmigiano.
Unire le verdure intiepidite ed amalgamare il tutto.
Prendere la pasta sfoglia e adagiarla su una teglia rettangolare.
Bucherellare il fondo con una forchetta e versare il composto.
Ripagare i bordi della pasta verso l’interno.
Infornare in forno già caldo e cuocere per una ventina di minuti.

Buon appetito.

mercoledì 13 aprile 2016

Ciambellone con Ricotta e Frutta Secca

Possono le cose semplici essere buone?
Si possono. A volte la bontà è nelle cose semplici; semplici come la ricetta di oggi.
Ormai sono entrata nel tunnel del giardino e dell’orto e quindi diciamo che cucino un pochino meno, e mi godo di più il piacere di stare all’aria aperta.
Ma non vi preoccupate, io e Fabiana non vi lasciamo sole.
A proposito, avete dato un’occhiata alla destra del blog? Fabiana ora collabora con un giornale e su questo blog trovate il link ai suoi articoli.
Il mio consiglio è di leggerli, magari insieme ad una tazza di tisana ed una fetta di questa deliziosa torta.




CIAMBELLONE CON RICOTTA E FRUTTA SECCA

Ingredienti

250 gr. farina 
50 gr. di fecola di patate
1 bustina di lievito
250 gr. di ricotta fresca
3 uova
70 gr. zucchero bianco
70 gr. zucchero di canna
la scorza grattugiata di un limone
40 gr di frutta secca tritati in un mixer (io ho messo nocciole e mandorle)

Accendere il forno a 180 gradi
In una ciotola con le fruste elettriche montare ben bene le uova con i due zuccheri e quando saranno ben gonfie aggiungere la ricotta e la scorza grattuggiata e usare le fruste per amalgamare bene gli ingredienti.
Aggiungere le farine setacciate con il lievito ed amalgamare con una spatola.
Aggiungere la frutta secca ed amalgamare ancora.
A me l’impasto è risultato duro ed ho aggiunto una tazzina di latte.
Versare in uno stampo da ciambella, se in silicone come il mio, non serve imburrare, altrimenti imburrate e infarinate lo stampo.
Infornare per circa 35-40 minuti, vale la regola dello stecchino.

Buon attimo di dolcezza.

Torta di mele e yogurt

Oggi ospiti in cucina...ecco a voi Stefania e la sua splendida torta di mele Lascio la parola a lei: Io adoro le...