lunedì 17 marzo 2014

LA RINASCITA DEL MIO LIEVITO MADRE (sottotitolo: una strana storiad'amore)







Non potrebbe essere descritta in altre parole questa storia.
Ho ricevuto il lievito madre in regalo verso aprile 2012 e dopo un periodo di folle innamoramento in cui sembrava non mi bastasse fra un rinfresco e l'altro, piano piano questo amore è scemato.
Eravamo come una vecchia coppia che non aveva più il feeling dei primi tempi ed inoltre un pò per volta, forse a causa del mio amore che andava a scemare, mi sembrava che funzionasse anche meno.
Insomma, non mi faceva più dei bei lievitati ed anche il sapore perdeva un pò al palato, e quindi senza troppi sensi di colpa è stato rilegato sempre più lontano in frigo, nascosto dietro ad altre cose, un pò a significare "lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
Ma non volevo tagliarlo fuori dalla mia vita, e quindi mi limitavo a rinfrescarlo una volta alla settimana, in maniera diligente e precisa, sebbene con il passare del tempo i rinfreschi fossero sempre meno precisi e puntuali. E così da una volta alla settimana, si è passato a farli ogni dieci o 15 giorni.
Morale della favola: un bel giorno ho smesso di rinfrescarlo e l'ho abbandonato in frigo.
Lì, solo e ramingo il mio tenace lievito madre non è morto, ma ha scelto una sorte di letargia e non si arreso. Lui, già lo sapeva, cosa che, invece io, ignoravo che un giorno sarei andato a cercarlo di nuovo.
E così è stato un paio di mesi fa, ho deciso che il lievito madre sarebbe dovuto essere il mio lievito e che avrei cercato di riconciliarmi con lui.
Di seguito il metodo che ho usato per riportarlo "in forze"; non so se è corretto, consono o altro, ma posso garantirvi che ha funzionato.
Eccome se ha funzionato, tanto che alcune delle ricette che ho postato e che posterò sul blog sono proprio fatte con questo rinato lievito.

METODO PER RINASCITA LIEVITO MADRE

Ho recuperato il lievito in frigo e dopo aver verificato che a parte un forte sapore acido non aveva nessuna muffa, macchie o colori strani ho iniziato il processo di salvataggio.
E' importante fare questo processo solo con un lievito che a parte essere un pò acido all'odore, non ha nessun tipo di alterazione.
Appurato questo ho lasciato la ciotola con il lievito circa 10-12 a temperatura ambiente. Passato questo tempo ho preso una buona parte del lievito e l'ho messo in una ciotola con acqua tiepida ed un cucchiaio di zucchero di canna, lasciandolo lì per 20-25 minuti.
Ho estratto il lievito che era diventato un pochino melmoso e ne ho pesati 40 grammi in una ciotola pulita.
Ho fatto il primo rinfresco, dopo chissà quanti mesi, nel solito modo: uguale peso di farina e metà peso in acqua (quindi 40 grammi di farina e 20 di acqua) e fatto l'impastino.
Ho ripetuto questo passaggio per una settimana tutte le sere.
Per evitare di avere un lievito di più di 500 grammi, il mio consiglio è di sacrificare ogni sera una parte di lievito, in modo da rinfrescarne sempre una quantità di 50-60 grammi.
Passata questa settimana, il vostro lievito "supernutrito" dovrebbe essersi ripreso.
Nella seconda settimana, invece, ho fatto i rinfreschi un giorno si ed un giorno no, sempre sacrificando ogni volta una parte di lievito.
Dopo 14 giorni di terapia d'urto il mio lievito sembrava essere rinato, ma per maggior scrupolo, ho ancora fatto tre rinfreschi a distanza di 3 giorni l'uno dall'altro prima di panificare.
Ed ha funzionato, in giro per il blog trovate alcune ricette fatte con il lievito madre.
Un'altra cosa, nelle due settimane di terapia d'urto non ho mai rimesso il lievito in frigo, ma lasciato sempre fuori in cucina in un posto lontano da correnti, quando invece sono passata a fare i tre rinfreschi intervallati l'uno l'altro da tre giorni ho messo il lievito in frigo.

Non garantisco che questo sia il metodo universale, migliore etc...dico solo che con me ha funzionato alla grande.

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