martedì 24 gennaio 2017

PICCOLE MERINGHE






Ho fatto anche io l’influenza, e non voglio parlarne oltre.
Intorno all’influenza girano un sacco di leggende metropolitane, fondamentalmente ogni anno viene descritta come più violenta dell’anno precedente ed è vero.
Quest’anno mi ha atterrato con ben 72h di febbre in cui ho delirato, ho avuto visioni, ho perso la cognizione dello spazio e del tempo e davvero indebolita così non mi ricordo di essere mai stata.
Ma grazie alle amorevoli cure della mamma, perché ragazze la mamma è patrimonio dell’umanità, sono guarita.
La mamma è quella creatura per metà umana e metà mitologica che mentre tu agonizzi a letto e trovi che persino il piumone abbia un peso insostenibile, lei ti cura, ti cucina, ti da le medicine e mentre tu non sai quando uscirai dal delirio, lei ha già riordinato tutti i cassetti della cucina, che contengono tovaglie e salviette, lavato il bagno (non potrebbe splendere di più neanche con l’aiuto della magia), stirato robe dimenticate li da almeno un mese e reso la tua casa da campo di battaglia post atomico ad un set pronto per le riprese cinematografiche.
Perché fanciulle non c’è un età per stare senza la mamma, ed anche io che ora sono mamma ho capito che non si smette mai di avere bisogno di una mamma.

Quindi la ricetta di oggi è per la mamma.
La mia mamma, la vostra mamma, chi è da poco diventata mamma, chi lo sta per diventare.
La mamma che è anche nonna, poi è un patrimonio inestimabile  per lei bisognerebbe innalzare monumenti in oro.
Le donne che sono mamme ma che a volte vogliono essere ancora “le bambine di casa”, le mamme che coccolano i bambini ormai grandi e fuori casa e i figli che coccolano le mamme a dispetto del tempo e delle distanze.

Perché le mamme sono come le meringhe, piccoli tesori golosi che ci curano e che hanno bisogno di essere curate da noi.
Sono semplici, due ingredienti albume e zucchero eppure sono lo spauracchio di tutti, perché si bruciano, vengono secche , appiccicose o non buone.
Le meringhe sono come le mamme con noi, magari abbiamo i nostri contrasti ed ecco spiegato il guscio croccante esterno, ma alla fine il loro cuore è morbido e dolce.
Perché non si è mamme a scadenza, ma a tempo indeterminato.



PICCOLE MERINGHE

70 gr di albume a temperatura ambiente
70 gr. zucchero semolato
70 gr. zucchero a velo

Nella ciotola della planetaria, o in una ciotola versare gli albumi assolutamente a temperatura ambiente ed aggiungere una parte di zucchero.
Azionare la macchina o se usate le fruste elettriche iniziare ad amalgamare gli ingredienti.
Dopo un paio di minuti aggiungere lo zucchero restante e continuare a far andare la planetaria per almeno 15-20 minuti.
L’impasto sarà pronto quando diventerà lucidissimo, e soprattutto così sodo “da fare il becco”, cioè l’impasto sta su sulla frusta senza crollare o altro.
Trasferire l’impasto in una sac a poche usa e getta in cui avete inserito un beccuccio smerlato, per ottenere le tipiche righe delle meringhe.
A questo punto, dovete fare le meringhe. Io le ho fatte piccoline perché siano carine da accompagnare al caffè, ma la cosa più importante è che siano tutte grandi uguali per avere una cottura uniforme.
Io ho ricoperto di carta forno i piatti dell’essiccatore ed ho fatto le meringhe li sopra, altrimenti ricoprite con la carta forno una teglia piatta e fate le vostre meringhe.
Per la cottura, io le cotte a 65 gradi per tre ore nell’essiccatore e siccome il coperchio ed i piatti sono trasparenti, per il controllo le guardavo comodamente.
Ma se non avete un essicatore va bene un paio di ore in forno ventilato a 75 gradi, avendo cura di controllarle spesso.









Vantaggi del cuocerle nell’essiccatore sono fondamentalmente un minor consumo di elettricità rispetto al forno e poi trovo che siano rimaste molto più bianche e lucide e con un sapore uguale a quelle della pasticceria.
Inoltre, l’essicatore è utilissimo anche per altre preparazioni e se vi interessa l’acquisto vi rimando a queste ricette:







MELA ESSICATE
ZUCCHERO AROMATIZZATO
SALE AROMATIZZATO 

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