sabato 11 giugno 2016
FILONCINI DI PANE CON UVETTA, PISTACCHI E SEMI VARI
Buongiorno a tutti!
Scrivo del meteo? Anche no, il brutto tempo ha dilaniato il nord con pioggia e nuvoloni grigi tipici dell’autunno.
Parlo dei mille problemi della vita? Anche no, sono in una fase pessimista e quindi finisce che diventa un “vomito di parole”.
Racconto aneddoti più o meno seri? Già il blog ogni tanto ha delle cadute di stile, aggiungere carne al fuoco non è una scelta intelligente.
Allora di cosa vi parlo? Vi parlo di quanto impastare il pane mi piaccia e di quanto mi dia soddisfazione, di come ci sia qualcosa di magico in come la farina, l’acqua ed il lievito possano dar vita a qualcosa di così buono.
Perché il pane quando cuoce ha il profumo più buono che esista, perché nulla fa più casa del pane rustico, perché è un gesto antico come il mondo, un gesto che una volta si passava di madre in figlia ed è arrivato fino a giorni nostri.
E poi fare il pane in casa, apre un mare di possibilità nella scelta delle farine, dei vari gusti che lo possono arricchire.
Quando sono triste (ed ultimamente lo sono spesso), preoccupata o travolta dagli eventi della vita fare il pane mi fa ritrovare equilibrio e pace.
INGREDIENTI
250 gr. farina di Manitoba
100 gr. farina di segale
100 gr. farina integrale
150 gr. farina 0
200 ml di acqua
100 ml di latte fresco a temperatura ambiente
12 gr di lievito di birra
5 cucchiai di olio EVO
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di sale
30 gr. di uvetta precedentemente ammorbidita
30 gr. di pistacchi non salati
1 manciata di semi misti (io ho usato girasole, lino e zucca)**
PROCEDIMENTO
Nella planetaria versare le farine, sbriciolare il lievito, aggiungere il cucchiaio di zucchero e il latte e l’acqua tiepida e far partire l’impastatrice.
Quando l’impasto inizia ad incordare aggiungere il sale e l’olio ed i vari condimenti, nel mio caso uvetta pistacchi e semi vari.
Se l’impasto risultasse troppo duro aggiungere ancora un pochino d’acqua.
Lavorare l’impasto per 10 minuti e quando sarà diventato una palla omogenea, metterlo in una ciotola precedentemente unta d’olio a lievitare ben coperta ed in posto al caldo fino a quando non raddoppia il volume.
Quando l’impasto sarà raddoppiato, porzionarlo in 4 panetti più o meno dello stesso peso.
Prendere ciascun panetto e lavorarlo su un piano infarinato con le mani fino a ottenere un filoncino di circa 6 cm di diametro.
Ripetere l’operazione con gli altri tre panetti.
Lasciare lievitare per altri 20-30 minuti.
Accendere il forno a 180-200 gradi.
Prima di informarlo pennellare la superficie con un pochino di latte e fare dei tagli diagonali nell’impasto con un coltello affilato.
Infornare in forno per circa 15-20 minuti o fino a quando non saranno ben dorati e leggeri.
Lasciar raffreddare prima di mangiare.
Sono ottimi per una merenda, una colazione o quando si vuole
**esistono in commercio dei mix di semi già pronti. Io spesso uso quelli.
giovedì 26 maggio 2016
Primavera #2: Insalata colorata e salutare
Essere donna è una cosa complicata.
La fanno facile gli uomini a darci delle isteriche ogni due per tre, ma la verità è un’altra, noi non ci accontentiamo mai.
Almeno io come donna non sono una che si accontenta, spingo il piede sull’acceleratore, costringo il mio corpo spesso a seguire ritmi che so che sono umanamente faticosi.
Rimetterci in salute? E’ capitato spesso e volentieri, ed ogni volta penso che la prossima volta non capiterà più invece spesso succede nuovamente.
Non esprimo mai troppi desideri, perché in questo modo so di evitare di prendere cocenti delusioni.
Non chiedo aiuto o lo chiedo solo a chi so che può darmelo senza farmi sentire in debito, perché odio dipendere dagli altri.
Non delego perché faccio fatica ad affidarmi agli altri.
E questo non va bene.
E’ un prezzo altissimo quello da pagare e non sempre alla fine della fiera ne vale la pena.
Non sono la persona più adatta a dare consigli, ma ho deciso che tutto si può cambiare e tutto può migliorare.
Capita anche a voi di sentirvi a volte così?
Io mi impegno a prendere la vita in maniera più “slow” e voi leggete la ricetta qui proposta che è veramente un tripudio di colori e di sapori.
INGREDIENTI
insalata preferita
7-8 fichi secchi
una manciata di semi misti (io uso solitamente semi di girasole, zucca e lino)
8-10 pomodori pachino
sale
olio evo
aceto balsamico
Lavare l’insalata, asciugarla tagliarla a listine sottili.
Tagliare i fichi secchi in 4 spicchi per la lunghezza
Lavare e asciugare i pomodori pachino e tagliarli a metà.
Versare tutto nel piatto di portata ed aggiungere anche i semi.
Condire con sale, olio e aceto secondo i proprio gusti.
Et voilà.
Consigli: se amate la rucola potete aggiungerla, io ho un’intolleranza e quindi faccio attenzione a non mangiarla.
P.S. Tutte le ricette che pubblico sono assolutamente assaggiate e mangiate da noi e dai nostri amici.
Nulla è solo fatto al fine del post, ecco perché non c’è la rucola.
La fanno facile gli uomini a darci delle isteriche ogni due per tre, ma la verità è un’altra, noi non ci accontentiamo mai.
Almeno io come donna non sono una che si accontenta, spingo il piede sull’acceleratore, costringo il mio corpo spesso a seguire ritmi che so che sono umanamente faticosi.
Rimetterci in salute? E’ capitato spesso e volentieri, ed ogni volta penso che la prossima volta non capiterà più invece spesso succede nuovamente.
Non esprimo mai troppi desideri, perché in questo modo so di evitare di prendere cocenti delusioni.
Non chiedo aiuto o lo chiedo solo a chi so che può darmelo senza farmi sentire in debito, perché odio dipendere dagli altri.
Non delego perché faccio fatica ad affidarmi agli altri.
E questo non va bene.
E’ un prezzo altissimo quello da pagare e non sempre alla fine della fiera ne vale la pena.
Non sono la persona più adatta a dare consigli, ma ho deciso che tutto si può cambiare e tutto può migliorare.
Capita anche a voi di sentirvi a volte così?
Io mi impegno a prendere la vita in maniera più “slow” e voi leggete la ricetta qui proposta che è veramente un tripudio di colori e di sapori.
INGREDIENTI
insalata preferita
7-8 fichi secchi
una manciata di semi misti (io uso solitamente semi di girasole, zucca e lino)
8-10 pomodori pachino
sale
olio evo
aceto balsamico
Lavare l’insalata, asciugarla tagliarla a listine sottili.
Tagliare i fichi secchi in 4 spicchi per la lunghezza
Lavare e asciugare i pomodori pachino e tagliarli a metà.
Versare tutto nel piatto di portata ed aggiungere anche i semi.
Condire con sale, olio e aceto secondo i proprio gusti.
Et voilà.
Consigli: se amate la rucola potete aggiungerla, io ho un’intolleranza e quindi faccio attenzione a non mangiarla.
P.S. Tutte le ricette che pubblico sono assolutamente assaggiate e mangiate da noi e dai nostri amici.
Nulla è solo fatto al fine del post, ecco perché non c’è la rucola.
giovedì 19 maggio 2016
Centrifuga di Arancia, Carote, Mele e Zenzero
“Mi piace la luce del cielo quando non c’è più il sole. Mi
piace l’erba che vince l’asfalto. Mi piace il sorriso beffardo di un down. Mi
piace chi non coltiva rancori. Mi piace una vecchia libreria in disordine. Mi
piace l’istante prima del primo bacio. Mi piace scrutare i palazzi di una città
sconosciuta. Mi piace la dignità del figlio che sorregge la vecchia madre
dietro il carro funebre. Mi piace la donna che ama il cibo. Mi piace leggere un
libro all’ombra. Mi piace il geco che guarda l’orizzonte appostato accanto a
una lampadina. Mi piace chi ha la forza di credere con tutto se stesso in
qualcosa. Mi piacciono i nidi delle rondini. Mi piace chi ancora si stupisce di
fronte alle stelle. Mi piace l’odore della brace e i muretti che accolgono gli
amori di una sola estate. Mi piacciono i ragazzi che si baciano su una panchina
e le lenzuola stropicciate dopo una notte d’amore. Mi piace il ronzio di un
ventilatore in sottofondo. Mi piace immaginare il volto di una donna di spalle.
Mi piacciono le balle nei campi ai bordi della strada. Mi piace chi sa chiedere
scusa. Mi piace chi non ha ancora capito come raccapezzarsi su questa terra. Mi
piace chi sa chiedere. Mi piace il sorriso dei miei figli.
Mi piace chi sa amarsi.
Ah, no, un ultimo mi piace ce l’ho.
Mi piace chi combatte ogni giorno per essere felice.”
Passi di: Marone, Lorenzo. “La tentazione di essere felici
(Italian Edition)”. iBooks.
Se non avete mai letto questo libro il mio consiglio è di
leggerlo, perché è proprio una lettura piacevole ed appassionante.
Prima pensavo di fare una recensione sul post, ma invece vi
lascio un passo del libro e mi auguro di incuriosirvi al punto tale da sperare
che lo leggiate e mi facciate sapere cosa ne pensate.
Al di la della citazione, vi lascio la ricetta di oggi, una
energetica centrifuga che spero vi dia una sferzata di energia.
Se vi servono altre ricette di centrifughe le potete trovare qui con arancia, mela e pera e qui con kiwi e mele.
INGREDIENTI
1 mela
2 carote bio
1 pezzo di zenzero (considerate che è un pochino piccante,
quindi dosatelo secondo il vostro gusto)
PROCEDIMENTO
Lavare la frutta.
Delle arance togliere la buccia e la parte bianca, delle
mele la buccia ed il torsolo, delle carote la buccia e le estremità, dello
zenzero la buccia esterna.
Tagliare la frutta grossolanamente.
Mettere tutto nella centrifuga ed azionare la macchina.
Bere il centrifugato appena estratto per conservare al
meglio le sue proprietà nutritive.
Buona sferzata di salute!
mercoledì 11 maggio 2016
Cous cous con Verdure di Primavera
Ho trascurato il blog e devo
ringraziare Fabiana che fedele alla promessa di essermi compagna nel
bene e nel male, pubblica post su libri con una solerte puntualità.
Grazie Fabiana.
Il post di oggi è una ricetta facile e veloce, di quelle che se tutto va bene la si prepara in 15 minuti e si ha il tempo di guardare la propria serie preferita o una puntata di Masterchef o semplicemente affondare il naso in un bel libro oppure ci si rilassa e si riflette sui massimi sistemi della vita.
Mi spiace trascurare il blog e deludere chi lo segue con interesse e chi partecipa a questo nostro progetto, ma ultimamente mi sento un pochino in un frullatore e devo lavorare sul trovare la calma e cucinare a volte mi aiuta mentre a volte devo proprio staccarmi dall’ambito fornelli.
Vi lascio questa ricettiva facile e veloce, piena di colori che spero vi strappi un sorriso
COUS COUS CON VERDURE DI PRIMAVERA
1 cipollotto
1 zucchina
1 carota
5-6 pomodorini pachino
120 gr di cous cous
timo
sale
olio evo
Lavare le verdure e tagliare il cipollotto a listini di circa 4-5 cm, le carote a fettine sottile e le zucchine a tocchetti.
In una padella mettere un filo d’olio e far saltare prima il cipollotto e poi quando sarà appena dorato aggiungere le carote e far andare per 3-4 minuti ed infine le zucchine.
Aggiungere anche un rametto di timo per insaporire le verdure e salare il tutto.
In circa 10 minuti le verdure saranno pronte, cuocerle ma lasciarle leggermente croccanti. Togliere il rametto di timo.
Nel mentre preparare il cous cous seguendo le istruzioni del produttore.
Unire le verdure ed il cous cous ed amalgamare il tutto.
A questo punto aggiungere i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà.
Non mi resta che dire “ Buon Appetito”
Grazie Fabiana.
Il post di oggi è una ricetta facile e veloce, di quelle che se tutto va bene la si prepara in 15 minuti e si ha il tempo di guardare la propria serie preferita o una puntata di Masterchef o semplicemente affondare il naso in un bel libro oppure ci si rilassa e si riflette sui massimi sistemi della vita.
Mi spiace trascurare il blog e deludere chi lo segue con interesse e chi partecipa a questo nostro progetto, ma ultimamente mi sento un pochino in un frullatore e devo lavorare sul trovare la calma e cucinare a volte mi aiuta mentre a volte devo proprio staccarmi dall’ambito fornelli.
Vi lascio questa ricettiva facile e veloce, piena di colori che spero vi strappi un sorriso
COUS COUS CON VERDURE DI PRIMAVERA
1 cipollotto
1 zucchina
1 carota
5-6 pomodorini pachino
120 gr di cous cous
timo
sale
olio evo
Lavare le verdure e tagliare il cipollotto a listini di circa 4-5 cm, le carote a fettine sottile e le zucchine a tocchetti.
In una padella mettere un filo d’olio e far saltare prima il cipollotto e poi quando sarà appena dorato aggiungere le carote e far andare per 3-4 minuti ed infine le zucchine.
Aggiungere anche un rametto di timo per insaporire le verdure e salare il tutto.
In circa 10 minuti le verdure saranno pronte, cuocerle ma lasciarle leggermente croccanti. Togliere il rametto di timo.
Nel mentre preparare il cous cous seguendo le istruzioni del produttore.
Unire le verdure ed il cous cous ed amalgamare il tutto.
A questo punto aggiungere i pomodorini precedentemente lavati e tagliati a metà.
Non mi resta che dire “ Buon Appetito”
venerdì 6 maggio 2016
La Lama Sottile, Queste oscure materie parte 2
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| immagine dal sito http://vignette4.wikia.nocookie.net |
Avevamo
lasciato Lyra in una situazione disastrosa (non vi rovino la sorpresa), con
nulla di buono vicino a lei e nulla da perdere a seguire Lord Asriel in un’altra
dimensione, uno spacco nella realtà che permette di viaggiare in un mondo
parallelo.
Si
ritrova a Cittagazze, una città fantasma sotto l’anarchia di ragazzini senza
genitori e di Lord Asriel nessuna traccia. Tutti gli adulti vengono aggrediti
dagli spettri e smettono di essere umani, diventano impassibili, gusci vuoti di
carne. Le persone non hanno daimon e per Lyra è strano trattare con loro,
abituata a non considerare come umano qualcuno che non ha un daimon. Si avvicina
in particolare ad un ragazzo, Will, anche lui appena giunto dal nostro mondo. Come
lei, non ha nulla da perdere, e quando Lyra ha chiesto all’aletiomentro chi fosse,
esso ha risposto: un assassino. Come sempre l’aletiometro non mente, ma quella
è solo una parte di realtà.
Will
ha la responsabilità della madre instabile di mente dopo la scomparsa del padre
e, quando degli uomini irrompono in casa sua e gli domandano lettere del padre,
lui combatte ed è costretto a scappare. Trova in un parco una finestra dove
appare un mondo diverso e preso dalla fuga arriverà a Cittagazze.
Tornano
insieme nella Oxford di Will, indagano sulla missione dove è scomparso il padre
del ragazzo e Lyra cerca uno scienziato pronto ad ascoltarla riguardo alla
Polvere. Mary Malone capisce che la Polvere di Lyra corrisponde a quelle che
lei chiama Ombre, un’entità che sembra senziente e circonda la mente umana. Nessuno
nell’ambito scientifico le dà credito, ma riesce ad entrare in contatto con
questa entità: la Polvere le parla di una profezia intorno a Lyra e Will, che
la ragazzina non deve conoscere in alcun modo (e nemmeno il lettore
ovviamente).
I
due ragazzi torneranno a Cittagazze, dove Will entrerà in possesso di un
coltello chiamato Lama Sottile, che è in grado di “tagliare” la realtà e aprire
fenditure da un mondo all’altro, come quelle che hanno utilizzato i due ragazzi
per cambiare mondo. I mondi sono spesso molto simili tra loro tranne che per
pochi dettagli, mentre alcuni sono profondamente diversi. Tornano nel mondo di
Lyra, nel freddo del polo, per cercare uno sciamano che conosce la sorte del
padre di Will, ma Lyra viene rapita e si chiude il libro.
Devo
ammettere che questo romanzo all’inizio non mi ha fatto una buona impressione,
ma con il tempo l’ho trovato il più bello della serie. La divisione dell’intreccio
può confondere, ma tutte le storie parallele sono utili per comprendere il grande
disegno che sta dietro (perfettamente concepito dall’autore e che appare
altrettanto chiaro alla fine dell’ultimo romanzo). Un disegno intricato e pieno
di misteri, che qui ho cercato di non svelare troppo, e per questo motivo questa
recensione appare tanto corta (ma penso che per il terzo sarà più lunga).
Ho
tralasciato alcuni personaggi, ma alle spalle di Lyra in molti favoriscono o contrastano
la profezia, si formano e rompono alleanze, e non sono scomparsi gli orsi
corazzati né le streghe, uniti in questa fase cruciale della storia dell’universo.
Non sono scomparsi né Lord Asriel né la signora Coulter, i personaggi più
enigmatici di tutta la serie: opportunisti? Spesso. Rivali? Non sempre. Amici o
nemici di Lyra? Ve lo domanderete fino all’ultima pagina.
Fabi
venerdì 22 aprile 2016
La Bussola d'Oro, Queste Oscure Materie parte 1
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| immagine da http://vignette3.wikia.nocookie.net/ |
Oggi
vi parlo di un libro che non ho letto recentemente ma mi ha colpita molto e
che, purtroppo, non ha avuto il successo che meritava: la serie “Queste oscure
materie” di Philip Pullman, meglio conosciuta come la trilogia della Bussola d’Oro
(libro che, casualmente, mia cugina ha regalato molti anni fa a mio fratello).
Famoso
come libro per bambini, nasonde una forte denuncia contro l’ottusità
della Chiesa, che porta le persone a fare cose evidentemente crudeli, pur
convinte di essere nel giusto.
“La
bussola d’oro” immerge il lettore senza molti preamboli nel mondo di Lyra,
molto simile al nostro, lievemente arretrato tecnologicamente e dove ogni
persona ha un daimon senza il quale non sarebbe nemmeno considerata un essere
umano. Il daimon è una parte di anima concretizzata sotto forma di animale, può
variare forma a piacere durante l’infanzia e all’entrata dell’adolescenza si
stabilizza per divenire simbolo della persona stessa (ad esempio i marinai
hanno spesso gabbiani). Se muore l’uomo, il daimon scompare; se muore il
daimon, la vita della persona sarà per sempre incompleta.
Il
daimon di Lyra si chiama Pantalaimon e per il momento può ancora mutare forma. Orfana,
la ragazza è cresciuta al Jordan college di Londra, dove un giorno assiste di
nascosto ad una riunione dei professori e scopre l’esistenza della polvere. La sua provenienza è incerta, così
come la materia di cui è composta, l’unica certezza è che dalle stelle arriva
fino alla mente dell’uomo dall’adolescenza in poi.
Relatore
di queste scoperte è lo zio di Lyra, Lord Asriel, uomo freddo che incute una
forte riverenza nella ragazza (infatti il suo daimon è un leopardo delle nevi) e
che talvolta si reca a farle visita.
Lyra
comprende poco della riunione e la faccenda passa in secondo piano perché nelle
settimane successive spariscono diversi bambini. Come molti ragazzini della sua
età, Lyra e i suoi amici fantasticano spesso sulla possibilità di trovare i
colpevoli (a cui hanno dato il nome di ingoiatori). Sparirà anche il suo amico
Roger e Lyra abbandonerà Londra insieme alla signora Coulter (il cui daimon è
uno scimmiotto dorato), che ha assunto il compito della sua educazione. Prima di
lasciare l’università, il rettore affida in gran segreto a Lyra l’aletiometro
(la cosiddetta bussola d’oro), un oggetto che come una bussola indica le
immagini sul proprio quadrante e, se ben interpretate, rivelano la verità. Il potere
di questo oggetto è immenso, ma la verità che rivela non sempre è comprensibile
facilmente o soddisfacente. Lyra imparerà ad usarlo con il tempo, lontana dalla
signora Coulter.
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| immagine da http://www.ilcibodellamente.it |
Lyra
scappa e il lettore può avere una visione più completa del suo mondo, sul
popolo delle streghe nell’artico e soprattutto la civiltà degli orsi corazzati.
Dalle fattezze di orsi polari ma molto più grandi, gli orsi corazzati sono
senzienti come uomini ma senza daimon, e per questo considerati sub-umani. Lyra
aiuterà a Iorek Byrnison a riottenere il trono e stringeranno un’amicizia che
durerà per tutto il romanzo.
Con
il loro aiuto Lyra troverà i bambini rapiti e li libererà, ma i misteri più
grandi (oltre a cosa sia davvero la polvere)
Pullman li riserva per l’ultimo capitolo, quando Lyra trova suo zio.
Come
preannunciato, la critica verso i pregiudizi ecclesiastici è evidente, tuttavia
non rovina la lettura con una posizione politica forte e i bambini possono
leggerlo tranquillamente.
Ne
è stato tratto un film, ma ci spenderò solo le parole sufficienti per dire che hanno
commesso molti errori che, secondo me, ne hanno causato l’insuccesso.
Il
mondo delineato lo trovo affascinante, soprattutto nell’aspetto dei daimon. Pullman
ha delineato diverse norme sociali a riguardo che rendono vicino a noi questo
mondo. Sebbene siano in due (solitamente di sesso opposto) e abbiano due nomi
diversi, la persona viene considerata una sola, rigorosamente al singolare e
con il nome dell’umano. E oltre al divieto di toccare il daimon altrui, gli
uomini parlano con gli uomini e i daimon con i daimon,con una forza della
consuetudine che i personaggi faticano ad infrangere. Infine il daimon è parte
della persona ma pensa in modo autonomo, infatti Pantalaimon è molto più
prudente (o forse più pauroso) di Lyra, ma nessuno dei due oserebbe immaginare
una vita senza l’altro.
Altrettanto
particolareggiate sono le varie specie che popolano il mondo, come gli orsi
corazzati, ma come l’autore non tralascia particolari in questo ambito, allo
stesso modo non lascia trapelare nemmeno un’informazione sui misteri che
permeano il romanzo: “cos’è la polvere?” è solo il primo di una lista che verrà
prolungata nei libri seguenti, dei quali vi parlerò in futuro.
Fabi
lunedì 18 aprile 2016
PRIMAVERA #1: Torta Salata con Cipollotti, Zucchine e Carote
La vita non è facile, a volte è una salita da fare ma non con le scarpe da trekking, ma con le infradito.
A volte sorridere richiede uno sforzo significativo, a volte far star bene gli altri quando noi siamo straziati dentro è un modo di rendere degna la vita di essere vissuta.
Non voglio essere quella che si lamenta o che ispira compassione agli altri.
Voglio essere una presenza allegra nella loro vita, voglio essere felice di avere quello che ho e felice di condividere il mio tempo e il mio spazio con gli altri.
Amare gli altri, serve anche a far star meglio noi.
Nulla ci rende davvero ricchi come gli amici e le persone care di cui ci circondiamo.
Nulla ci rende migliori, come dedicare un minuto di attenzione agli altri.
Un minuto vero guardando loro negli occhi, ascoltando davvero cosa ci stanno dicendo e non annuire con noia, mentre rispondiamo ad un messaggio in chat e condividiamo un post su Facebook.
E non pensate che bastino le foto a tenere archivio di tutto. Una foto cristallizza un momento, ma se non c’è un ricordo legato ad essa, presto la guarderete senza sapere il motivo per cui l’avete fatta.
Quindi dopo che avete letto questo post, correte a fare la ricetta del giorno e non mangiatela da soli, ma con i vostri amici, i vostri figli e chi vi è caro.
p.s. prometto che il prossimo post sarà più leggero, ma oggi volevo condividere con chi legge questa mia riflessione
INGREDIENTI
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (quella del supermercato)
2 zucchine
1 cipollato
2 carote
1 bicchiere di latte
2 uova
1 confezione di robiola
due cucchiaiate abbondanti di parmigiano
sale
olio evo
Accendere il forno a 180 gradi.
Lavare e pulire le verdure e tagliare a dadini le zucchine e le carote, mentre il cipollato a rondelle compresa la parte verde.
Rosolare in padella con un filo d’olio prima il cipollotto, poi le carote ed infine le zucchine. Condire con sale e far cuocere a fiamma moderata per circa 5-7 minuti.
Spegnere le verdure e lasciarle intiepidire.
in una ciotola sbattere le uova con una frusta, aggiungere un pizzico di sale, il latte, la robiola e il parmigiano.
Unire le verdure intiepidite ed amalgamare il tutto.
Prendere la pasta sfoglia e adagiarla su una teglia rettangolare.
Bucherellare il fondo con una forchetta e versare il composto.
Ripagare i bordi della pasta verso l’interno.
Infornare in forno già caldo e cuocere per una ventina di minuti.
Buon appetito.
A volte sorridere richiede uno sforzo significativo, a volte far star bene gli altri quando noi siamo straziati dentro è un modo di rendere degna la vita di essere vissuta.
Non voglio essere quella che si lamenta o che ispira compassione agli altri.
Voglio essere una presenza allegra nella loro vita, voglio essere felice di avere quello che ho e felice di condividere il mio tempo e il mio spazio con gli altri.
Amare gli altri, serve anche a far star meglio noi.
Nulla ci rende davvero ricchi come gli amici e le persone care di cui ci circondiamo.
Nulla ci rende migliori, come dedicare un minuto di attenzione agli altri.
Un minuto vero guardando loro negli occhi, ascoltando davvero cosa ci stanno dicendo e non annuire con noia, mentre rispondiamo ad un messaggio in chat e condividiamo un post su Facebook.
E non pensate che bastino le foto a tenere archivio di tutto. Una foto cristallizza un momento, ma se non c’è un ricordo legato ad essa, presto la guarderete senza sapere il motivo per cui l’avete fatta.
Quindi dopo che avete letto questo post, correte a fare la ricetta del giorno e non mangiatela da soli, ma con i vostri amici, i vostri figli e chi vi è caro.
p.s. prometto che il prossimo post sarà più leggero, ma oggi volevo condividere con chi legge questa mia riflessione
INGREDIENTI
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare (quella del supermercato)
2 zucchine
1 cipollato
2 carote
1 bicchiere di latte
2 uova
1 confezione di robiola
due cucchiaiate abbondanti di parmigiano
sale
olio evo
Accendere il forno a 180 gradi.
Lavare e pulire le verdure e tagliare a dadini le zucchine e le carote, mentre il cipollato a rondelle compresa la parte verde.
Rosolare in padella con un filo d’olio prima il cipollotto, poi le carote ed infine le zucchine. Condire con sale e far cuocere a fiamma moderata per circa 5-7 minuti.
Spegnere le verdure e lasciarle intiepidire.
in una ciotola sbattere le uova con una frusta, aggiungere un pizzico di sale, il latte, la robiola e il parmigiano.
Unire le verdure intiepidite ed amalgamare il tutto.
Prendere la pasta sfoglia e adagiarla su una teglia rettangolare.
Bucherellare il fondo con una forchetta e versare il composto.
Ripagare i bordi della pasta verso l’interno.
Infornare in forno già caldo e cuocere per una ventina di minuti.
Buon appetito.
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Buongiorno lettori e lettrici, non mi sono dimenticata del BLOG e che io e Fabiana vogliamo provare una nuova avventura, un'avventura pi...
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E siamo a 100. 100 post nel blog, 100 volte che io e Fabiana abbiamo riversato i nostri pensieri, le nostre parole e deliziose ricette ...
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Buon Primo Aprile. Vi assicuro che la ricetta che vi lascio non è un pesce d'aprile, anzi è una vera salvezza per la colazione...








