lunedì 9 gennaio 2017

PANBRIOCHES CON PANNA NELL’IMPASTO ed i proposti per il 2017




Buongiorno, primo post del 2017 e anche io voglio fare una lista dei propositi per l’anno nuovo.
Non una lista di cose che vorrei e che si possono o non possono comprare, ma di quello che vorrei essere ed a cui vorrei arrivare.
Inoltre, non una lista enorme che a metà mi sono già annoiata io a leggere, figuriamoci gli altri, ma cinque semplici punti.
Semplici e chiari.

2017: BUONI PROPOSITI

  1. AUTOSTIMA: ho problemi in questo ambito, e con gli anni non migliorano. Mi sento spesso inadeguata, triste o sconsolata. Non adatta agli altri ed alle situazioni. Sto valutando l’acquisto di libri che parlino di questo e vi terrò aggiornate con recensioni ed impressioni varie. Non sono sicura che basti un libro a cambiare tutta la mia vita, ma magari può aiutarmi a vedere le cose da un punto di vista diverso.
  2. PIU’ SOCIEVOLE E MENO SOCIAL: di natura non sono una persona burbera e scontrosa, ma mi sono accorta che l’avvento dei social a volta mi allontana dal quotidiano e non va bene. Un conto è pubblicare foto o fare ricerche su internet con uno scopo, ma a volte è un navigare a vuoto nelle pagine di Facebook dimenticandomi che la realtà è un’altra. Sto pensando di mettere un timer di 10 minuti su Facebook, scaduto questo tempo mi stacco. So che può sembrare estremo, ma sono sicura che dopo un periodo di disintossicazione starò decisamente meglio.
  3.  MANI IN PASTA: si ricollega al punto due, in un certo senso. Fare cose vere, tangibili. Alla fine questo  immenso navigare porta veramente a poco e mi lascia con un senso di aridità quotidiano. Disegnare, colorare, progettare, realizzare piccole cose che tengano impegnata sia la mente con la sua parte creativa che le mani con la loro parte più manuale.
  4. LEGGERE: ma leggere davvero, libri e romanzi, saggi e manuali, non le solite cose che si incontrano in giro per il web. A furia di leggere cose mordi e fuggi, mi sono accorta che il mio livello di attenzione è sceso e non riesco a concentrarmi come prima. In un certo senso, credo che la mia mente debba essere rieducata allo studio ed al piacere di una lettura che può essere lenta e fatta di attesa dallo scorrere tranquillo delle pagine all’evolversi della trama.
  5.  TELEVISIONE ATTIVA E NON PASSIVA: ecco una cosa sulla quale urge un intervento serio e decisivo. La TV passiva o così la chiamo io, un susseguirsi di programmi televisivi, che non sono seguiti, o peggio ancora avere il coraggio di rivedere repliche di cose già viste. Assolutamente no.
Non sto dicendo che diventerò di quelle, TV mai, TV spenta, ma il mio tempo è più prezioso della replica di un programma già visto, quindi mi concentrerò solo su quello che davvero mi interessa e preferirò film o serie TV all’ennesimo talent show.


Questa è la mia lista dei miei buoni propositi. Quest’anno lo voglio dedicare a me, a ritrovare me stessa e stare bene con me stessa.
Per una volta il centro di tutto voglio essere IO, mi sono accorta che metto a tal punto le esigenze degli altri davanti a tutto al punto di annullare me stessa e mai come nel 2016 questo mi ha reso infelice.
Credo di avere diritto a ritrovare la mia felicità o almeno provare a cercarla.








La ricetta di oggi viene da qui, io ho fatto solo delle modifiche sulla qualità di farina e sul tipo di zucchero


INGREDIENTI
con questa dose ho fatto circa 14 brioches con un peso ciascuno di 40gr di impasto

130 g di farina 0
125 g di farina Manitoba
1 uovo
100 ml di panna fresca
10 g di lievito di birra fresco
60 g di burro
50 g di zucchero di canna
Buccia grattugiata di arancia e limone biologici
un pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Intiepidire leggermente la panna e sciogliere il lievito di birra, con un cucchiaino di zucchero sottratto al totale richiesto.
lasciar agire per una quindicina di minuti.
Nel mentre una volta pesato tutti gli ingredienti, versare nel boccale della planetaria le due farine lo zucchero, la panna con il lievito ed iniziare ad impastare il tutto
Dopo un paio di minuti aggiungere l’uovo leggermente sbattuto a parte in un piattino e lasciare che l’impasto lo assorba completamente.
A questo punto aggiungete il burro a tocchetti un pochino per volta facendo assorbire ogni volta la quantità di burro prima di aggiungerne altro.
In ultimo aggiungere il pizzico di sale.
Ci vorranno circa 12-15 minuti prima che l’impasto sia bello incordato ed elastico.
A questo punto metterlo a lievitare in una ciotola coperta da pellicola in un luogo tiepido fino a quando non avrà triplicato il volume.
Quando l’impasto sarà pronto porzionatelo nel peso che preferite, io volevo fare delle brioche mignon per scacciare i sensi di colpa, e ho tenuto un peso di 40 gr di impasto, ma volendo potete farle più grandi.
Anche nella forma fate quella che preferite o quella che sapete fare meglio.
Io ho fatto quelle che a casa mia chiamiamo “chioccioline”, un vermino di pasta che arrotoliamo su se stesso, ma lascio a voi la creatività della forma.
A questo punto le brioche mignon devono nuovamente lievitare fino a quando non avranno raddoppiato di volume.
Appena sono pronte accendere il forno a 180 gradi e prima di infornare spennellare con un pochino di latte tiepido ed un pennello.
Essendo cosi piccole cuoceranno in circa 10 minuti.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.
Si conservano morbide per tre-quattro giorni purché conservate in una busta ermetica.

Sono buone sia cosi al naturale che farcite con un crema al cioccolato o marmellata.

Adatte per una colazione o per l’ora del tè.

Lo spazio qui sotto è per i vostri commenti




mercoledì 21 dicembre 2016

PANETTONE FACILE FACILE HOME MADE



Ultimo post prima di Natale e con questo post voglio lasciarvi i miei auguri di Buon Natale, ma soprattutto augurarvi un Natale #hygge.

Non sapete cosa voglia dire questa parola? Tranquilli neanche io. L’ho scoperto un paio di settimane fa sul sito di Csaba della Zorza (qui il link dell’articolo di riferimento) e devo dire che mi ha affascinato.

Brevemente, è una parola danese, la cui pronuncia è “hue-gah”,una robina semplice….completamente diverso da come si scrive, ma con un pochino di esercizio ce la si può fare.
Ma non fermatevi alla differenza fra pronuncia e scrittura, ma al significato che questa parola racchiude.
E’ una significato bello, vuol dire stare bene godendosi le cose semplici della vita, stare bene con le persone che amiamo e che fanno parte della nostra quotidianità, una sorta di “gioia di vita”, riuscire a crearsi un nido che ci protegga da questi tempi incerti e dalla frenesia del mondo e l’ansia che i mille impegni ci creano.

Csaba nel suo post fa esempi di cosa la fa sentire “hygge” ed io invece vi dirò cosa fa sentire me “hygge”

Premessa, prima di dirvi cosa mi fa sentire #hygge e che questo non è legato ai sentimenti o alle sensazioni fini a loro stesse, ma alle azioni che portano quelle sensazioni.
Azioni vere e proprie che vi facciano stare bene e non devono essere cose grandiose, ma cose semplici che trasmettano senso di casa, amore per noi e per i nostri cari.

Ed ora partiamo con questo esercizio, vi lascio le cinque cose che mi fanno #hygge per me

#HYGGE 1: Quando riesco a far sorridere mio figlio
E’ ancora piccolo, e sorride facilmente, ma ha diversi sorrisi.
Quelli di quando riceve un gioco nuovo e sono sorrisi che io chiamo più “materiali” e quellli di quando al mattino appena sveglio, scatta il momento coccole e solletico.
Ecco per me quelli sono i sorrisi più genuini ed ho scoperto che durante il giorno ne regala parecchi, ma crescendo saranno sempre meno e quindi cerco di goderne il più possibile adesso.

#HYGGE 2: Fare il pane

Nulla equivale alla magia di fare il pane per me, e sono convinta di questa cosa.
Fare il pane è pura gioia e felicità.
Ne ho parlato diverse volte nel blog, ma la magia di vedere come acqua, farina e lievito diano origine ad uno dei cibi più antichi e buoni del mondo mi da una gioia infinita.
La consistenza dell’impasto, l’attesa della lievitazione è  un esercizio importante in questi tempi frenetici e che viene ripagato con la bontà del pane stesso.

#HYGGE 3:  Camino acceso, coperta, tisana, lana e  ferri da maglia
Nelle giornate fredde, quando il cielo resta grigio e fa troppo freddo per uscire, questa è la mia coccola assoluta.
Purtroppo, con un bimbo piccolo questa cosa succede veramente di rado, ma ciò non toglie che per ma sia hygge.
Non sono bravissima, con la maglia non vi aspettate grandi cose, ma non il risultato quello che conta ma semplicemente il piacere che questo rituale mi da.
Continuo a ripetermi che sarà una delle mie cose preferite in vecchiaia, ma per ora un paio di pomeriggi all’anno mi capita di sperimentare questa magia.

#HYGGE 4: Libri, libri e libri
Amo i libri, i romanzi, i libri di ricette.
Sono una teorica, non credo che esista nulla che nella vita non si possa trovare su un libro.
Amo studiare ed imparare. Per me questo è hygge.
Affezionarsi ad i personaggi che incontro nei romanzi e dispiacersi un pò quando li perdi.
Eroi ed eroine che mi accompagnano e mi mostrano il mondo attraverso i loro occhi.

#HYGGE 5: Cucinare

E’ hygge cucinare per i propri cari, per i propri ospiti e per tutte le persone a cui vogliamo bene.
Amo cucinare per gli altri ed amo quando qualcuno cucina per me, che sia la mia mamma (a volte non mi rendo conto della fortuna che ho) o un amico.
Trovo che nel cibo che offri e che ti viene offerto ci sia amore e condivisione.
E questo è proprio quello che vuol dire vivere #hygge.


Non voglio lasciarvi una lista, ma farvi capire cosa questa parola voglia dire e sono curiosa di sapere cosa voglia dire per voi.

Inoltre, ho deciso che comprerò questo libro per approfondire l’argomento e  cercherò di far diventare il mio 2017 un pò più hygge, ma per ora mi accontento del Natale.





E nel perfetto stile Hygge vi lascio una ricetta per un panettone Home Made molto buono.
Un ringraziamento al sito babygreen per averla postata, perché di tutte le ricette che ci sono in rete, questa mi è sembrata la più facile, veloce e con risultati eccellenti.
Si rifà al sistema no knead bread.

A questo link trovate la ricetta originale, di seguito la mia.
Ho fatto piccole modifiche, aggiungendo le gocce di cioccolato e usando un unico stampo (qui il link del mio)



Ingredienti

250 g di farina Manitoba
90 g di burro fuso
75 g di acqua a temperatura ambiente
2 uova medie a temperatura ambiente
60 g di miele di acacia
1 presa di sale
4 g di lievito secco

per il mix aromatico
buccia grattugiata di 2 arance bio
60 g di uvetta (da far rinvenire per 10 minuti in acqua tiepida)
50 g di gocce di cioccolato

per la glassa
60 g di mandorle tritate finemente
70 g di zucchero di canna
40 g di fecola di patate
1 pizzico di sale
50 g di albume


Sera:
In una ciotola capiente che servirà poi anche a far lievitare il composto, quindi se ha il coperchio è meglio, mescolare le uova sbattute con il miele, l’acqua il sale ed il burro fuso.
Aggiungere la farina un pochino alla volta con il lievito ed amalgamare fino ad avere un impasto omogeneo.
L’impasto sarà morbido ed un pochino appiccicoso (usate una forchetta).
Aggiungere il mix aromatico e lasciar lievitare per due ore ben coperto e passato questo tempo riporre in frigorifero

Sera giorno 2 o mattino giorno 3
Tirare fuori l’impasto dal frigo e lavorarlo velocemente su un piano infarinato.
Riporlo in uno stampo per panettone (qui il mio) e lasciarlo riposare al caldo fino a quando non raddoppia il volume (ci vorranno 2/3 ore).
Mentre, il nostro impasto lievita facciamo la glassa.
In una ciotola mescolare le mandorle tritate, la fecola, lo zucchero e il pizzico di sale con gli albumi fino ad ottenere un composto granuloso.
Quando l’ impasto è giunto a lievitazione, spalmare con un cucchiaio la glassa sulla superficie.
Accendere il forno a 180 gradi e quando è in temperatura infornare per 25 minuti.
Si conserva morbido per un paio di giorni, purché ben coperto con la pellicola

venerdì 16 dicembre 2016

Palline di Natale DIY

In questo periodo siamo tutti un po' in tema natalizio, e mi sembra un buon momento per approfittarne e fare qualche lavoretto fatto a mano, da regalare o semplicemente da appendere sull'albero. Quest'anno in casa mia l'albero è sui toni del bianco, argento e blu, e ho realizzato alcune di queste palline con fili di lana per dargli un tocco più personale e scaldare quei colori tanto freddi.

Per realizzare queste palline sono sufficienti pochi minuti, un gomitolo di lana e una pallina di polistorolo oppure una pallina da rammendo
Arrotolare il filo di lana come per fare un gomitolo usando la pallina di polistirolo come sostegno (non è necessario stringere eccessivamente, ma occorre che la lana aderisca alla pallina)
Poco dopo aver iniziato, formare un anello che servirà poi per appendere la pallina all'albero. Formando ora l'anello, con un po' di attenzione si potrà rinforzare la base del filo, per non farlo muovere, man mano che si aggiungerà la lana, ed evitare così che il gomitolo si srotoli una volta appeso.
Dopo circa 10-20 giri di fili (ma prenderete facilmente l'occhio da soli e seguendo il vostro gusto) cambiate direzione del filo, facendo attenzione che il filo rimanga teso anche al momento del cambio.
Continuare così fino a quando il filo non avrà coperto tutta la superficie della pallina, e annodare il capo finale alla base del filo lasciato per appendere la pallina all'albero.



Spero che queste palline vi piacciano e attendo di conoscere i vostri risultati in questo semplice lavoretto natalizio, che si può fare facilmente anche con i bambini.
Fabiana

martedì 13 dicembre 2016

TRECCIA DOLCE AL LATTICELLO




Vi ricordate il post del burro?
Se per caso ve lo siete perse, vi lascio il link.
Come ben sapete, facendo il burro a mano si ottiene il latticello.
Se non l’avete buttato, mi raccomando non fatelo, usatelo per questa ricettina.

Il latticello rende i prodotti da forno molto più soffici e più buoni, ma purtroppo non è molto reperibile e quindi se per caso vi siete cimentati nella ricetta precedente, ora non avete scuse per non provare questa ricetta qui.

Oggi vi lascio solo la ricetta, perché siamo in pieno clima natalizio e fra pacchetti e addobbi e esperimenti in cucina il tempo è sempre poco.

Ci aggiorniamo presto.


Ingredienti:

300gr farina 0
300 gr farina Manitoba
15 gr lievito di birra fresco
400 ml di liquido (allora da mio burro io sono arrivata a 275 ml di latticello a cui ho aggiunto latte fino ad arrivare a 400 ml)
2 cucchiai di miele di acacia
40 gr. di zucchero di canna
2 pizzichi abbondanti sale fino

Per guarnire
latte tiepido
zucchero di canna

In una parte di latte appena intiepidito sciogliere il lievito con un cucchiaio di zucchero e lasciare agire per una quindicina di minuti.

Nel mentre nella planetaria versare le farine lo zucchero, il latticello, il latte, il miele e il lievitino ed azionare la macchina.
Quando l’impasto inizia a prendere aggiungere il sale e fare andare ancora la macchina fino a quando l’impasto non sarà bello liscio ed elastico.

Ungere con un pochino d’olio una ciotola e mettere l’impasto a lievitare coperto ed al caldo per un paio d’ore o fino a quando non sarà raddoppiato di volume.

Passato il tempo della lievitazione prendere l’impasto e lavorarlo velocemente su una spianatoia spolverata di farina per farlo sgonfiare e dividerlo in 3 parti e da ogni parte ricavare un filoncino.

Fare unta treccia assicurandosi di chiudere bene le estremità.
Trasferire la treccia su una teglia coperta da un foglio di carta forno e farla lievitare per una quarantina di minuti.ù

Accendere il forno a 180 gradi in modalità ventilata.

Appena prima che il forno arrivi in temperatura spennellare con un pochino di latte tiepido la superficie della treccia e spolverizzare di zucchero di canna.

Informare per circa 30-35 minuti. Per la cottura se battendo le nocche sul fondo si sentirà un rumore “vuoto” il pane è pronto.

Questo pane è adatto sia per condimenti dolci ( marmellata, crema di nocciole) sia per condimenti salati (formaggi e salumi).
A voi la scelta.


Buon appetito.

Lo spazio sotto è tutto per i vostri commenti.

venerdì 18 novembre 2016

Biscotti con la sparabiscotti






Eccoci a scrivere un nuovo post ed a decidere di cosa parlare.
Come avevo detto in passato, sono la consumatrice ideale.
Sono affascinata dagli oggetti e dalla loro funzione, ed avere una casa spaziosa non mi aiuta.
Questo aggeggino è rispuntato in un giorno di pioggia, uno di quelli uggiosi in cui costretta a casa devi inventarti qualcosa per passare il tempo con il topino.
Risultato? Ho tirato fuori dalla cantina, che neanche ricordavo di averla, una sparabiscotti.
Ora a memoria, sono più o meno convinta di averlo comprato circa 5-6 anni fa, averlo provato ad usare, non aver avuto alcun tipo di successo, e quindi averlo abbandonato, ma sono stata così brava da non buttarlo nel trasloco del 2014.
E così un giorno di pioggia, uni di quelli in cui non si sa cosa fare abbiamo tirato fuori la sparabiscotti e datole una seconda opportunità, provare di nuovo a fare i biscotti.
Risultato: siamo riusciti a fare i biscotti. Si gente siamo perfettamente riusciti.
Certo, qualche effetto collaterale l’abbiamo avuto.
Una cucina dove sembrava fosse esploso una bomba composta da burro, farina e zucchero ed un intenso lavoro della mamma per ripulire ogni superficie entrata in contatto con l’impasto, ma volete mettere la soddisfazione di sentire una vocina che dice: “ Mamma, siamo stati bravi? Li abbiamo fatti noi”
Ebbene si, siamo stati bravi e mi raccomando perché vengano buoni fateli in una giornata di pioggia, vi daranno il buon umore.

INGREDIENTI PER CIRCA 40 BISCOTTI
(compresi quelli un po bruttini)

200 gr. burro morbido
40 gr. zucchero bianco
40 gr. zucchero di canna
la scorza di 1/2 limone grattugiato
1 uovo
300 gr. di farina

Codette di zucchero per decorare






Tagliate il burro a pezzetti, metterlo nella planetaria ed aggiungere gli altri ingredienti e con il gancio K azionare la macchina e farla andare fino a quando non si ottiene un impasto omogeneo.
A questo punto, trasferire il composto su una spianatoia e trasferire un poco alla volta nella sparabiscotti fino a 3/4 del cilindro ed iniziare a sparare sulla teglia.
I primi “spari” saranno a vuoto ma ad un certo punto inizierete a sentire il l’impasto uscire dalla trafila.
Se volete i biscotti più smilzi basta uno sparo e poi si passa al successivo, sebbene io trovo che con due spari vengano meglio.
A questo punto versaste le codette di cheto per decorare.
Informare in forno già caldo a 180 gradi per 10 minuti.

Trucchetti:
1. quando lo tirate fuori vi sembreranno ancora morbidi, ma va bene così si induriranno raffreddandosi
2. non usate la carta forno, i biscotti aderiscono meglio alla teglia “nuda e cruda”. Quindi usate una buona teglia antiaderente ed abbiate fede, vi verranno buonissimi

Attrezzi del mestiere: io ho usato la sparabiscotti della Tescoma, che è molto buona e che ha tante trafile per ottenere diverse forme, voi usate quella che avete o comprate quella che vi sembra più idonea per voi.





 ecco la mia sparabiscotti , la potete trovare su Amazon


Buon appetito e lo spazio sotto vi ricordo che è per i vostri commenti.



sabato 5 novembre 2016

Burro Homemade e Racconto Semiserio

Quale aspirante blog che si rispetti prima o poi non si avventura nell’opera titanica, mastodontica di fare il burro homemade?

Una prova piena di insidie, che potrebbe far vacillare anche i cuochi più esperti. Persino il burbero Cracco o il benevolo Canavacciuolo potrebbero fallire miseramente; sì, perché pochissimi riescono in questa impresa.
La maggiorparte di coloro che tenta, si trova costretto ad abbandonare il terreno di gioco o peggio non riesce a sopravvivere con l’onta della sconfitta.
Ebbene fare il burro è un’impresa per pochi, come diceva il buon Jerry Scotti “only the brave” che tradotto in italiano non vuol dire “solo quelli bravi” bensì solo quelli “impavidi, coraggiosi” pronti ad affrontare le Terre di Mezzo per riportare l’anello a Mordor.
 Solo a coloro che affronteranno dolore e tribolazioni saranno aperte le porte della conoscenza.

Quindi siete ancora in tempo per tirarvi indietro, altrimenti affrontate senza paura come cavalieri senza macchia questa immane prova ed "ai posteri l’ardua sentenza" (ho sempre sognato di scomodare Manzoni in un post).

Per un panetto di burro piccolino, ma che comunque vi avrà lussato una spalla serve:

panna fresca (400 ml)
frustino elettrico
colino
ciotola a bordi alti
ciotola per recupero latticello
carta forno
“olio di gomito”

L’ideale è farlo dopo una giornata di stress in ufficio, così mentre le fruste elettriche sbattono energicamente la panna, voi vi rilassate e scaricate la tensione, altrimenti la potete considerare una “sorta di ginnastica” da casa per rassodare il braccio, che si sa nelle donne è sempre a rischio crollo.
Insomma, dovete trovarvi una motivazione per i venti minuti che seguiranno, e per il formicolio che avrete al braccio nel tenere il frustino acceso.
Prendete una ciotola con i bordi alta, versate la panna fredda da frigo ed iniziate a montare.
Sbattete, sbattete ed avrete la panna montata, e a questo punto non vi fermate e sopratutto resistete alla tentazione di intingere il dito e proseguite.
Sì, siete a metà dell’opera, la panna piano piano perderà la sua consistenza “voluttuosa” e diventerò un composto sbricioloso ed inzierà a separarsi.
 Ecco, è questo che dovete ottenere, siete sulla giusta strada, quindi non vi abbattete e non buttate via niente.
Continuate a sbattere con il frustino fino a quando avrete due composti ben separati, il liquido e i “fiocchi di burro”.
A questo punto prendete il colino e raccogliete il composto in esso.
Lasciate scolare in una ciotola pulita.
Il liquido che si viene a formare e che sgocciola dal burro, non buttatelo, pena schegge di bambù sotto le unghie per tutta l’eternità, è il famoso “latticello” o come viene chiamato dai nostri amici Brexit Yes…”buttermilk”.
 Quello che in ogni puntata Nigella usa per fare torte più soffici, panini più soffici, muffin più soffici etc etc.
Il latticello l’elemento più soffice per le nostre preparazioni e noi l’abbiamo ottenuto.
Sì, abbiamo ottenuto il nostro latticello.
Trattenete le lacrime che a questo punto saranno miste fra dolore e commozione.
Il composto burroso sarà ben ben sgocciolato, quindi possiamo metterlo in un pezzetto di carta forno e modellarlo in qualcosa di simile ad un panetto.
Ed ora come funziona?
Il latticello lo mettiamo in una ciotola ben coperto, dove lo possiamo tenere nel frigo per al max un paio di gg e in rete possiamo vedere come usarlo, mentre il burro nel nostro panetto lo possiamo o mettere in frigorifero dove durerà un paio di settimane (considerate che è fatto con solo olio di gomito e senza conservanti) oppure lo congeliamo, dove durerà fino a 6 mesi, e prenderne le quantità necessarie di volta in volta.

Se siete riuscite a farlo siete delle vere campionesse, avete superato le vostre paure e nulla vi potrà ostacolare nell’avverare i vostri sogni.

p.s. fare il burro è molto facile divertente, e soprattutto divertente da fare con i bambini.
Il mio è un racconto ironico, per fare una cosa così semplice.
Spero di avervi strappato un sorriso

sabato 29 ottobre 2016

Harry Potter...la storia continua


Commenti a caldo di due lettrici

Come sapete il caso letterario dell’anno è stato il ritorno di Harry Potter.
Sì, la Rowling che per anni ha detto che non avrebbe ripreso la storia, l’ha ripresa, ha rispolverato bacchette e calderoni ed ha pubblicato una nuova opera  “Harry Potter and the Cursed Child”.
In un certo senso ha mantenuto la parola, perchè non è propriamente un romanzo, ma una pièce teatrale e non ha come protagonista Harry Potter, ma suo figlio Albus Severus durante il suo periodo di formazione ad Hogwarts.
Ritroviamo personaggi che conosciamo bene come la professoressa McGrannit, Neville Paciock, Hermione Granger, Ron Wesley ed anche il cattivo Draco Malfoy, oltre che Harry che ha abbandonato la veste del "ragazzo che ha sconfitto il Signore Oscuro", ma quella forse più difficile di padre.
Non ci soffermermo sulla trama, ma è possibile che da questo momento facciamo qualche spoiler.
Harry è diventato brusco, con un passato che a tratti gli sembra stare stretto e che onestamente a volte risulta antipatico e insofferente.
Harry ha sempre teso a lamentarsi molto, a causa del grande peso del compito che aveva da svolgere, ma in giovane età era comprensibile. Ma anche l'Harry adulto non ha perso questa abitudine e a volte non sembra per nulla maturato rispetto ai suoi anni scolastici.
Quindi, possiamo dire che non sia stato un gran piacere ritrovarlo e soprattutto ritrovarlo così amaro e scontroso.
Altra delusione è stato Ronald Wesley, l’amico bonario di Harry, quello non particolarmente brillante, ma di cuore, generoso, timido ma onesto e leale. È diventato l'uomo che ci si aspettava dalle sue sole premesse scolastiche, pressapoco una “macchietta”, oscurato da Hermione di cui però è ancora convitamente innamorato, ed è forse l'unico aspetto in cui brilla ancora. Delude chi si aspettava che avrebbe fatto carriera, ma rimane coerente con se stesso giovane.
Hermione, al contrario, da brillante studentessa diventa una donna dalla carriera sfolgorante al Ministero della Magia. Resta l’Hermione di sempre, la ragazza sveglia e brillante è diventata una dona affermata e importante.
E concludo con Draco Malfoy, l’acerrimo nemico di Harry, spaccone, borioso, ingiusto ed a tratti crudeli, diventa il personaggio più sorprendente. La vita gli ha dato dei gran colpi bassi, ha avuto sofferenza e dolore e quello che gli rimane è un figlio che gli tiene le distanze ed un nome ingombrante che riporta ai Mangiamorte, eppure lui ha davvero fatto un iperbole di crescita. E’ davvero il personaggio a cui la Rowling ha dato più sfaccettature e più respiro.
Draco è saggio, la cosa che ad Harry manca totalmente. La saggezza degli anni, il saper accantonare diverbi e dissapori, per un bene comune, quello dei propri figli.
E così, io Simona, scrivo una cosa che non avrei mai pensato di scrivere “il mio personaggio preferito è Draco Malfoy”.
Ma chiudendo con i personaggi storici, quelli conosciuti nei precedenti libri andiamo verso i protagonisti della nuova opera che sono: Albus, figlio di Harry, e Scorpius, figlio di Draco.
Albus è un ragazzo che vive come un’immenso ingombro la fama che essere il “figlio di” comporta, senza contare che finendo nella casa di Serpeverde alimenta ancora di più i dissapori con un padre. Romane in bilico fra il dimostrare al padre quanto vale ed il distaccarsi da questo padre, che a volte lo fa sentire il “figlio indesiderato”, anche se si somigliano moltissimo.
Al contrario, Scorpius è brillante, intelligente e riflessivo, ama la vita anche se difficile ed è sempre buono e disponibile con gli amici, tanto da guadagnarsi il titolo di personaggio preferito di me Fabiana. Un vero eroe, anche lui che ha una figura di un padre che l’ha iperpotetto al punto di preservarlo dal mondo che l’avrebbe potuto giudicare e che alla fine l’ha giudicato ancora più aspramente, a tal punto da farlo sentire solo ed allontanato e desideroso anche lui di dimostrare quanto valga.
Ed è l’incontro fra Albus e Scorpius ed il loro desiderio di dimostrare ai rispettivi genitori ed alla comunità magica di non essere o di essere determinate cose che li porta a rubare la sola ed unica Giratempo funzionante per andare indietro nel passato e modificarlo per fare un favore ad un personaggio gà incontrato nei precedenti romanzi.
Si aprono così una serie di mondi paralleli intriganti, che mostrano ancora una volta come siano le nostre scelte a decidere il nostro futuro.
E l’amore?
L’amore che per la Rowling è più forte della magia stessa, lo ritroviamo?
Sì, lo troviamo nell’amore di Ginny per suo figlio (per quanto lei sia del tutto secondaria) ed anche in un riluttante Harry, che comprende che i figli non devono essere la copia di noi stessi, ma trovare la loro strada. Lo ritroviamo nell’amore di Draco, non per il suo nome importante, ma per Scorpius e per quello che questo ragazzo gli ricorda.
Ma lo ritroviamo in Scorpius e Albus che alla fine fanno tutto quello che fanno perchè nel cercare un loro posto nel mondo cercano anche amore dei loro genitori.
Fine allerta spoiler
In conclusione va aggiunto che, essendl un testo teatrale, è difficile ritrovare la Rowling dei precedenti romanzi, in alcune parti emerge la sua penna, il tutto mi sembrava più asciutto e più oscuro. Come i personaggi sono maturati, così è maturata lei come scrittrice ed inserisce i problemi della vita adulta anche nella sua storia.
Chi inoltre amava le sue descrizioni, dovrà avere un po' di pazienza, perchè c'è poco spazio per le descrizioni nel mondo teatrale. Ma la magia rimane, con nuove trappole pericolose e le meravigliose possibilità.

Trasloco

Buongiorno lettori e lettrici, non mi sono dimenticata del BLOG e che io e Fabiana vogliamo provare una nuova avventura, un'avventura pi...